Esplosione alla Garbatella: ordigno contro il centro sociale La Strada
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Redazione Interno
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Nella notte tra l’11 e il 12 settembre, poco dopo le quattro del mattino, un boato ha squarciato il silenzio di via degli Armatori, nel quartiere romano della Garbatella. Un ordigno artigianale è esploso dinanzi al portone d’ingresso del centro sociale La Strada, provocando danni materiali – per fortuna senza causare feriti – e lasciando sul posto i segni inequivocabili di una deflagrazione. La polizia scientifica, intervenuta tempestivamente sul luogo, ha avviato i consueti rilievi per analizzare i residui dello strumento esplosivo e ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Accanto ai resti dell’ordigno, gli attivisti del centro – che preferiscono mantenere l’anonimato – hanno rinvenuto uno striscione recante un’offesa indirizzata all’ex parlamentare Alessandro Di Battista, definito “put di Hamas”. Una provocazione che, se da un lato sembra voler strumentalmente associare il nome dell’ex deputato al centro sociale, dall’altro viene categoricamente respinta dagli occupanti stessi, i quali precisano di non avere «alcun rapporto con l’onorevole Di Battista» e di concentrare la propria attività, piuttosto, sull’«impegno per la causa palestinese».
Non si tratta, del resto, del primo episodio intimidatorio subito dal centro: nei mesi precedenti, come riferito da chi frequenta i locali, si sarebbero già verificati altri tentativi di sfondamento della porta, ai quali la robustezza del serramento ha sempre opposto resistenza. La tensione, dunque, appare in progressiva crescita, al punto che durante un’assemblea pubblica convocata d’urgenza è stata denunciata una vera e propria «escalation» in atto nella capitale, con un appello affinché le forze democratiche intervengano prima «che qualcuno si faccia troppo male».




