Caldo a Roma, l’Alessandrino è il quartiere più bollente: asfalto a 60 gradi

Caldo a Roma, l’Alessandrino è il quartiere più bollente: asfalto a 60 gradi
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma è sempre più città tropicale. Le temperature aumentano anno dopo anno e a soffrirne maggiormente sono i quartieri periferici, dove il verde scarseggia e le superfici asfaltate amplificano il fenomeno delle isole di calore. A lanciare l’allarme è Legambiente, presentando una fotografia preoccupante dello stato climatico della città.

I numeri dell’emergenza

I numeri parlano chiaro. Negli ultimi dieci anni, l’80% dei quartieri romani — 124 su 155 — ha registrato durante l’estate una temperatura media diurna al suolo compresa tra i 40 e i 45 gradi. Un ulteriore 12% ha superato i 45 gradi, mentre soltanto l’8% è rimasto sotto la soglia dei 40. Tra i quartieri più caldi spicca l’Alessandrino, nel quadrante est della città, che conquista la “maglia nera” con una temperatura media superficiale superiore ai 45 gradi.

La geografia del calore

Il dato si inserisce in una tendenza ormai consolidata. Dal 1960 la temperatura media di Roma è aumentata di 2,66 gradi, con effetti sempre più evidenti: ondate di calore più frequenti, notti tropicali, eventi meteorologici estremi e una crescente disuguaglianza climatica tra centro e periferie. Secondo Legambiente, la capitale è oggi il primo comune italiano per numero di eventi meteo estremi censiti dal 1993 a oggi: sono 93 quelli registrati dall’Osservatorio città clima.

Particolarmente preoccupante è il fenomeno delle notti tropicali, quando la temperatura non scende mai sotto i 20 gradi. Solo nel 2025 ne sono già state registrate 113 e sono 835 i morti per il caldo dello scorso anno.

I quartieri più colpiti

A pagare lo scotto di una crisi climatica che accelera il passo sono soprattutto i quartieri periferici della Capitale, dove spesso il verde urbano, valido alleato contro il caldo, è carente. Il caso dell’Alessandrino rappresenta in modo emblematico gli effetti della crisi climatica sulle periferie. I monitoraggi effettuati da Legambiente con una termocamera a infrarossi mostrano che su 53 luoghi monitorati ben 37 (circa il 70%) sono direttamente esposti al sole nelle ore centrali della giornata.

Le fontanelle censite sono soltanto sette e le alberature risultano insufficienti a mitigare le temperature. Alla fermata dell’autobus Alessandrino, completamente esposta al sole, senza pensilina né sedute, l’asfalto raggiunge quasi 60°C, rendendo l’attesa infernale. Sul lato opposto della strada, dove c’è ombra, la temperatura dell’asfalto scende di circa 30°C rispetto al marciapiede.

Le rilevazioni parlano di superfici estreme: l’asfalto esposto al sole supera i 60 gradi, mentre la pavimentazione in gomma delle aree fitness raggiunge addirittura i 74 gradi. Nei parchi del quartiere, come quello di via del Campo o il Parco Giovanni Palatucci, il terreno secco arriva oltre i 50 gradi e le aree verdi, prive di manutenzione e ombreggiamento, perdono la loro funzione di rifugio climatico.

Al contrario, nelle poche zone protette dagli alberi la temperatura superficiale si mantiene intorno ai 35 gradi, dimostrando quanto il verde urbano possa fare la differenza.

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