Furti con pos pirata: la nuova truffa contactless che sfrutta la tecnologia nfc
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Redazione Economia
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In un’epoca in cui i pagamenti senza contatto sono diventati la norma, la comodità del contactless si è trasformata in un’arma a doppio taglio. Negli ultimi mesi, infatti, le forze dell’ordine stanno registrando un aumento di casi legati al cosiddetto “pickpocketing 2.0”, una truffa che sfrutta dispositivi POS mobili per sottrarre denaro senza che la vittima se ne accorga. Basta un attimo, una distrazione, un affollamento: i malviventi, avvicinandosi con un terminale illegale alle tasche o alle borse, attivano transazioni bancarie senza bisogno di PIN, sfruttando la tecnologia NFC integrata nelle carte di credito e debito.
L’allarme, già lanciato da “Il Messaggero”, ha trovato conferma in un recente episodio di cronaca. A Sorrento, una 36enne è stata arrestata con l’accusa di aver rubato 9.000 euro a un turista romano utilizzando proprio un POS portatile. Oltre al denaro contante, nella sua borsa sono stati trovati anche il dispositivo e altri oggetti riconducibili a una serie di furti. Il metodo, semplice ma efficace, si basa sulla rapidità: i truffatori agiscono in luoghi affollati – mezzi pubblici, mercati, locali – dove è più facile avvicinarsi alle vittime senza destare sospetti.
Ma quanto è concreto il rischio? Sebbene le banche abbiano introdotto limiti di spesa per le operazioni contactless, i criminali aggirano l’ostacolo effettuando più microtransazioni, spesso difficili da notare immediatamente. Per proteggersi, gli esperti suggeriscono di utilizzare portafogli schermati che bloccano le onde radio, disattivare la funzione NFC quando non serve o ricorrere a carte prepagate con importi limitati. Intanto, le indagini proseguono, mentre la polizia postale monitora l’eventuale diffusione di questa tecnica, già nota in altri Paesi europei.




