Commercialisti, De Nuccio vince con il 69 per cento e si prepara a guidare il Cndcec fino al 2030

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Elbano de Nuccio è stato riconfermato alla presidenza del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’esito, emerso ieri al termine delle operazioni di voto che hanno coinvolto i 132 ordini territoriali sparsi sul territorio nazionale, consegna al professionista barese (ma nato a Napoli) un secondo mandato alla guida dell’ente; un risultato, questo, che assume un rilievo particolare se si considera che si tratta del primo presidente nella storia della categoria – dalla nascita dell’albo unificato nel 2008 – a ottenere una rielezione. A sostenerlo, in questa tornata che lo vedrà rimanere in carica fino al 2030, è stata la sua lista, "Direzione chiara: risultati, competenza e visione", la quale ha raccolto un consenso pari al 69,6 per cento delle preferenze espresse dai consiglieri dei vari territori.

Lo scarto su Siciliotti e i numeri del voto

La sfida, che si è svolta in modalità telematica nella giornata del 15 aprile, è stata regolamentata dal decreto ministeriale firmato dal Guardasigilli Carlo Nordio lo scorso 27 gennaio, come specificato nell’Informativa 19/2026 diffusa dallo stesso Consiglio nazionale. De Nuccio ha nettamente superato l’avversario Claudio Siciliotti, il quale – alla guida della lista "Unione dei territori" – si è dovuto fermare a una quota di poco superiore al 30 per cento; una forbice, quella tra i due candidati, che si è delineata piuttosto rapidamente, tanto che già nelle prime fasi dello scrutinio il presidente uscente aveva ampiamente superato la soglia di sicurezza. A comporre il collegio elettorale sono stati chiamati quasi milleseicento consiglieri, espressione dei rispettivi ordini locali: un meccanismo, questo, che restituisce la fotografia di una professione che, pur contando oltre centoventimila iscritti complessivi, affida la scelta dei propri vertici a un sistema di secondo livello.

La portata storica del secondo mandato

La conferma di de Nuccio, al di là del mero dato numerico, interrompe una tradizione di alternanza che aveva sempre caratterizzato le elezioni del Cndcec dalle sue origini. La sua rielezione rappresenta dunque un’anomalia istituzionale positiva per il diretto interessato, il quale aveva già ottenuto la guida dell’ente nel 2022 con una percentuale – all’epoca pari al 53 per cento – decisamente più risicata rispetto al plebiscito di queste ultime ore. Il professionista, che vanta una carriera accademica come professore ordinario di Economia aziendale presso l’Università LUM di Bari, aveva già avuto modo di presiedere l’ordine territoriale del capoluogo pugliese prima di scalare le gerarchie nazionali. Alle spalle di questo risultato, va detto, c’è il lavoro della commissione elettorale che si è insediata presso il ministero della Giustizia, la quale provvederà nei prossimi giorni alla proclamazione ufficiale dei risultati con un decreto pubblicato sull’apposito bollettino.

I numeri della categoria e i precedenti

Sebbene il voto abbia riguardato esclusivamente il rinnovo delle cariche nazionali, è interessante notare come il consenso ottenuto da de Nuccio abbia trovato linfa anche in alcune elezioni locali tenutesi nei mesi scorsi, come quelle del gennaio 2026 che avevano già ridisegnato gli equilibri all’interno di ordini territoriali chiave (quello di Milano su tutti). La sua affermazione su Siciliotti – professionista che ha già ricoperto la massima carica dal 2008 al 2012 – è apparsa netta e senza sostanziali ripensamenti. La categoria, dal canto suo, guarda a questo secondo mandato con la consapevolezza di dover affrontare questioni strutturali annose, tra cui il ricambio generazionale fermo e la pressione fiscale sulle partite Iva, ma il presidente ha già avuto modo di dichiarare – in una prima, sommaria reazione a caldo – che l’impegno profuso in questi quattro anni verrà semplicemente intensificato, senza strappi rispetto alla linea di continuità tracciata.

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