Alpine, le dimissioni di Oakes: tra motivi personali e smentite
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Redazione Sport
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"Motivi personali". Con questa formula asciutta, Alpine ha comunicato l’addio di Oliver Oakes dal ruolo di team principal, presentato lunedì scorso con effetto immediato. "Ho deciso di fare un passo indietro", ha spiegato lo stesso Oakes, che aveva assunto la guida della scuderia francese appena sei mesi fa. "Flavio Briatore è stato come un padre per me – ha aggiunto –, mi ha sempre sostenuto e dato l’opportunità di guidare il team". Parole che sembravano lasciare poco spazio a interpretazioni, eppure, nel paddock, i dubbi non hanno tardato a emergere.
Briatore, da parte sua, ha ribadito la natura privata della scelta: "Io e Oli abbiamo un ottimo rapporto e condividevamo obiettivi a lungo termine". Ma quando un dirigente lascia un incarico così presto, soprattutto in un contesto turbolento come quello dell’Alpine – ultima in classifica costruttori dopo sei gare –, è inevitabile che si cerchino ragioni più complesse. Alcune voci hanno insinuato tensioni sulla gestione tecnica, altre hanno puntato il dito sull’arrivo di Franco Colapinto, promosso in sostituzione di Jack Doohan a Imola




