Alpine, le dimissioni di Oakes e il ritorno di Briatore: cosa cambia nella scuderia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
"Motivi personali". Con questa formula asciutta, Oliver Oakes ha giustificato il suo addio all’Alpine, presentato lunedì scorso dopo appena nove mesi alla guida della scuderia. "Ho deciso di fare un passo indietro", ha dichiarato l’ex team principal, che ha voluto ringraziare Flavio Briatore, definendolo "come un padre" e riconoscendogli il merito di averlo sostenuto nell’esperienza al vertice del team. Briatore, dal canto suo, ha ribadito la solidità del loro rapporto, sottolineando come avessero "obiettivi a lungo termine".
Ma dietro le parole di circostanza, è difficile ignorare le dinamiche che hanno portato a questa svolta. L’Alpine, reduce da un inizio di stagione deludente, sta vivendo una riorganizzazione radicale, che coinvolge sia la gestione tecnica che la linea-up dei piloti. A prendere il posto di Oakes sarà proprio Briatore, già consulente della squadra e ora nominato team principal con pieni poteri. Una mossa che conferma il crescente peso del manager italiano all’interno della scuderia legata a Renault.
Se le dimissioni di Oakes hanno sorpreso molti – soprattutto dopo i timidi segnali di ripresa nella seconda parte della scorsa stagione –, ancora più inattesa è stata la scelta di sostituire Jack Doohan con Franco Colapinto a partire dal Gp di Imola. Una decisione che, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe aver contribuito alle frizioni tra Oakes e Briatore, sebbene quest’ultimo abbia smentito ogni tensione. "Io e Oli abbiamo sempre lavorato in sintonia", ha precisato l’ex patron della Benetton, cercando di stemperare le voci su un presunto scontro interno.




