Cirielli e Fico, la sfida per la Campania trent'anni dopo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono trascorsi esattamente trent'anni da quando Edmondo Cirielli, che oggi è un generale di brigata dei Carabinieri in ausiliaria, fece il suo ingresso in Consiglio regionale, eletto con un consistente numero di preferenze per Alleanza Nazionale. Originario di Nocera Inferiore, dopo un periodo di servizio nella compagnia di Amalfi, l'uomo politico si appresta a celebrare quella lontana "prima volta" tentando di riconquistare, con una candidatura per il centrodestra, quel palazzo da cui tutto ebbe inizio, in un'ideale continuità che segna, al tempo stesso, un nuovo capitolo della sua lunga carriera.

Il candidato del centrosinistra e il peso degli alleati

Dall'altro lato dello schieramento, Roberto Fico, cui è affidata la guida della coalizione di centrosinistra, sembra trovare un principio ispiratore in una celebre affermazione di Giovanni Falcone, "possiamo sempre fare qualcosa", che pare accompagnarlo in una campagna elettorale non priva di complessità. La sua nomination, infatti, rappresenta il punto di incontro di due personalità di notevole peso nella scena campana: il sindaco di Napoli e presidente dell'Anci, Gaetano Manfredi, e il governatore uscente Vincenzo De Luca, quest'ultimo annoverato tra i presidenti di regione più votati d'Italia.

Il confronto mancato e le polemiche

Le rispettive posizioni, che si sono già scontrate sui temi caldi dell'Autonomia differenziata e della gestione dei fondi del Pnrr, avrebbero potuto avere un momento di diretta contrapposizione, occasione che invece non si è materializzata. I due candidati, sebbene si siano recati entrambi di fronte all'assemblea dei sindaci, lo hanno fatto in momenti separati, sfiorandosi senza incontrarsi. L'appuntamento che avrebbe dovuto vederli faccia a faccia in una sede Rai, infatti, è saltato per la mancata partecipazione di Fico, il quale non si è presentato nonostante gli impegni presi. "È scorretto, è scappato. Io sono qui per rispetto del servizio pubblico e degli altri candidati", ha dichiarato Cirielli, lasciando intendere una fuga dallo scontro diretto.

Le reazioni politiche all'assenza

Sulla medesima linea si è posto il commento del senatore Sergio Rastrelli, il quale ha definito la scelta dell'ex presidente della Camera un "segnale chiaro di debolezza politica". Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, la decisione di evitare il confronto televisivo parlerebbe da sola, suggerendo una volontà di sottrarsi a un nuovo esame pubblico dopo quella che è stata giudicata, da alcuni osservatori, una performance incerta e imbarazzante durante una precedente apparizione su un'altra emittente. Un candidato che ambisce a governare la Campania, ha aggiunto Rastrelli, non può dileguarsi dinanzi al contraddittorio, trasformando un'occasione di dialogo in un'assenza eloquente.

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