Spesa al supermercato, dove si risparmia davvero in Italia: la classifica di Altroconsumo
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Redazione Economia
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Il carrello della spesa non pesa ovunque allo stesso modo, e la differenza tra un punto vendita e l'altro può tradursi in un risparmio che supera i tremila euro l'anno. A dirlo è l'ultima indagine di Altroconsumo, che ha analizzato un milione e mezzo di prezzi in oltre 1.100 punti vendita distribuiti in 67 città italiane, fotografando un panorama in cui le abitudini d'acquisto e la scelta dell'insegna incidono in modo determinante sul bilancio familiare.
L'associazione dei consumatori ha costruito quattro diversi panieri di riferimento - prodotti di marca, prodotti a marchio del distributore, primi prezzi e spesa mista - per restituire una mappa dettagliata della convenienza lungo tutta la penisola.
I numeri del risparmio
Una famiglia di quattro persone può arrivare a risparmiare fino a 3.790 euro l'anno, scegliendo con attenzione dove acquistare, a fronte di una spesa media annua stimata in 9.450 euro. Si tratta di un taglio del budget che sfiora il 40%, una cifra che dà l'idea di quanto possano influire le scelte quotidiane in un settore ad alta concorrenza come quello della grande distribuzione. Il risparmio potenziale, peraltro, non riguarda solo i nuclei familiari più numerosi: le coppie possono risparmiare fino a 3.355 euro su una spesa media di 8.360 euro, mentre per i single il risparmio arriva a 2.305 euro rispetto a un'uscita annua standard di 5.740 euro. L'indagine è stata condotta tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026 e ha rilevato una crescita media dei listini dell'1% su base annua, un rallentamento rispetto al +2% registrato l'anno precedente.
Eurospin leader nei discount, Spazio Conad per i prodotti a marchio
La classifica di Altroconsumo premia i discount, che confermano la loro vocazione al risparmio. Nel paniere dei prodotti più economici, Eurospin conquista il primo posto con un indice di convenienza pari a 100, consentendo di spendere quasi il 40% in meno rispetto alla media nazionale. L'insegna è seguita a breve distanza da In's Discount, Lidl e Prix Discount, appaiati a 102, mentre il primo ipermercato della graduatoria, Ipercoop, compare soltanto a quota 117, con un rincaro del 17% sulla stessa spesa.
All'estremo opposto si trova Carrefour Market, con prezzi del 35% più alti rispetto al discount più conveniente. Per quanto riguarda la spesa mista - quella che somiglia maggiormente al carrello reale delle famiglie italiane - tra i discount il podio è condiviso da Eurospin e In's Discount, che garantiscono un risparmio del 16% rispetto a Todis, seguiti da Lidl e Aldi.
Tra supermercati e ipermercati tradizionali, invece, il miglior risultato è quello di Dok, che supera Coop, Famila Superstore e Famila, anche se in questo caso il risparmio massimo rispetto a un carrello misto si ferma a 245 euro. Sul fronte dei prodotti a marchio del distributore, è Spazio Conad a conquistare il primo posto, offrendo una riduzione di spesa che arriva a 3.305 euro e staccando del 19% l'insegna meno conveniente della categoria, Eurospar.
L'indagine evidenzia inoltre il recupero di Esselunga, a fronte di una perdita di competitività di Carrefour rispetto all'anno precedente. Per chi preferisce esclusivamente i prodotti di marca, Ipercoop e Spazio Conad condividono il primo posto, con un risparmio massimo che si ferma al 7%.
Il peso della spesa sui redditi tra Nord e Sud
L'analisi di Altroconsumo ha messo in luce anche le differenze territoriali, sia in termini di spesa media annua sia di incidenza sul reddito familiare. Pistoia, Lucca, Firenze e Prato risultano tra le città più convenienti, con una spesa media annua intorno ai 6.900 euro, mentre all'estremo opposto si trovano Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa annua supera i 7.700 euro. Il Veneto si posiziona tra le aree geografiche più convenienti, registrando una spesa media annua stimata a circa 7.000 euro per nucleo familiare, al di sotto della media nazionale di 7.390 euro. Ma il dato più significativo riguarda il peso della spesa alimentare sui redditi: in Calabria e Campania la spesa per il cibo assorbe il 19% delle entrate familiari, in Sicilia, Molise e Puglia il 18%, in Basilicata il 17%. Più si risale la penisola, più le percentuali si abbassano: il 12% in Veneto ed Emilia-Romagna, l'11% in Lombardia e appena il 10% in Trentino-Alto Adige. Un divario che riflette non solo i diversi livelli di reddito medio, ma anche una struttura dei prezzi che penalizza le aree più svantaggiate.
A Milano, scegliere il punto vendita giusto può garantire il risparmio più alto in valore assoluto, fino a 1.390 euro all'anno.
La strategia per risparmiare
L'indagine restituisce una fotografia articolata del mercato: non esiste un'insegna che sia la più conveniente per ogni tipo di carrello, e il risparmio dipende dal paniere scelto e dalle abitudini di acquisto. La strategia più efficace, secondo Altroconsumo, consiste nel combinare i discount per i prodotti di base, i prodotti a marchio del supermercato per la spesa di tutti i giorni e i prodotti di marca limitandoli alle promozioni o alle categorie a cui non si vuole rinunciare.
Un approccio che richiede attenzione e flessibilità, ma che può tradursi in un beneficio economico concreto, soprattutto in un contesto di prezzi che, pur rallentando la loro corsa, restano elevati. I dati di Altroconsumo, basati su oltre 1.500.000 prezzi rilevati in 1.158 punti vendita, confermano che la scelta del supermercato giusto è uno degli strumenti più potenti a disposizione dei consumatori per difendere il proprio potere d'acquisto.
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