Sofia Goggia domina il SuperG di Val d'Isere, ventisettesimo trionfo in Coppa del Mondo
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Redazione Sport
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Sofia Goggia ha riportato l'ordine che le appartiene, quello dei numeri uno, sul tracciato francese di Val d'Isère, dove ha conquistato con autorità il supergigante valido per la Coppa del Mondo. La sciatrice delle Fiamme Gialle, la cui grinta in gara è divenuta proverbiale, ha chiuso la sua prova in 1'20"24, un tempo che, nonostante le apparenze, nascondeva una certa dose di sofferenza tecnica, superata con quella determinazione che spesso trasforma le discese in manifestazioni di carattere. “Il verbo arrendersi non voglio coniugarlo”, ha sottolineato in seguito la campionessa, riferendosi a un errore commesso nella discesa del giorno precedente, un intoppo che l’aveva resa, a suo dire, “molto arrabbiata” e che ha funto da miccia per la reazione odierna. Un dettaglio, quest’ultimo, che spiega la soddisfazione per una vittoria definita “bella”, ma soprattutto necessaria, a sancire una leadership mai realmente in discussione.
Il cronometro e il podio
A fermare il cronometro a soli quindici centesimi dalla valore azzurro, è giunta la neozelandese Alice Robinson, atleta di rango ma costretta questa volta al ruolo di inseguitrice, mentre a completare un terzetto di grande prestigio si è piazzata, a trentasei centesimi, la statunitense Lindsey Vonn. Il distacco, seppur contenuto, ha delineato una gerarchia precisa, con Goggia capace di imporre la sua sciata aggressiva e precisa su un tracciato, l’‘Oreiller-Killy’, che richiede miscela di potenza e controllo. A rendere ancor più significativa la giornata per lo sci italiano, si è aggiunto il quarto posto di Elena Curtoni, staccata di settantatré centesimi dalla connazionale, un piazzamento di altissimo livello che conferma la bontà del movimento femminile in questo momento.
Un palmarès che continua a crescere
Quello di oggi è, nel computo generale, il ventisettesimo successo in Carriera per l’olimpionica bergamasca in Coppa del Mondo, il sessantacinquesimo podio, numeri che la collocano ancor più saldamente nell’olimpo di questo sport. Si tratta del primo acuto stagionale, un inizio di campionato che, dopo qualche incertezza, assume ora un profilo chiaro e promettente. La vittoria, del resto, non è mai fine a se stessa in un circuito come quello iridato, dove ogni affermazione costruisce punti e morale in vista dell’obiettivo finale della sfera di cristallo, meta agognata per qualsiasi fuoriclasse.
Lo stato della squadra azzurra
La prestazione di Curtoni, unita al trionfo di Goggia, delinea un quadro di forza per la squadra azzurra nelle velocità, un reparto che può contare su più armi competitive ai massimi livelli. Un dato non secondario, che permette di affrontare il tour nordamericano e le successive tappe con un diverso carico di aspettative e serenità. La giornata di Val d’Isère, dunque, va oltre il singolo risultato, per quanto eclatante, e assume il valore di un messaggio inviato all’intero circo bianco: Goggia, con i suoi trentatré anni e la sua esperienza, rimane un punto di riferimento inamovibile, capace di rispondere agli scivoloni con prestazioni di rigore e qualità.




