Sofia Goggia, il riscatto in superG a val d'Isère è il primo sigillo olimpico

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Sofia Goggia ha inchiodato il primo successo della stagione, un supergigante a val d’Isère che vale molto più dei cento punti per la classifica generale. La vittoria, la ventisettesima in carriera, arriva infatti a soli ventiquattro ore di distanza da una discesa libera sciupata per un errore, un passo falso su una buca che le aveva sottratto un trionfo apparentemente assicurato. Un riscatto immediato, perciò, che la campionassa bergamasca ha costruito con una determinazione implacabile, tipica del suo carattere, gestendo la rabbia per l’occasione persa e trasformandola in concentrazione pura per la gara successiva. Un gesto atletico e mentale di altissimo profilo, che proietta la sua stagione, quella che condurrà ai Giochi Olimpici, su binari di assoluto prestigio e che consolida la sua leadership nella specialità di velocità.

I numeri di una fuoriclasse e il peso psicologico del successo

Il dato statistico, per quanto eloquente – è l’ottavo suo successo in supergigante nel circuito mondiale –, viene quasi oscurato dal significato psicologico di questa affermazione. Goggia, che nell’ultima discesa aveva dimostrato di essere la più veloce in pista prima di quell’unico, costoso sbaglio, non si è concessa recriminazioni prolungate. Ha invece chiuso quella parentesi con le lacrime, che lei stessa ha ammesso, per poi riaprire immediatamente il libro delle vittorie. Una capacità di reazione che, come ebbe a definirla in un’occasione analogia il tecnico Gian Piero Gasperini – con il quale intrattiene un rapporto di stima e scambio di messaggi pur senza frequentazione assidua –, è “straordinaria determinazione”. Quel medesimo spirito tenace e concreto, del resto, che è spesso stato associato all’identità sportiva bergamasca.

Il quadro azzurro e la distanza dalle inseguitrici

Sul traguardo di Val d’Isère, a completare un quadro per molti versi positivo per lo sci italiano, è arrivata Federica Brignone, seconda a soli quindici centesimi dalla compagine azzurra. Un doppietta, quella di Goggia e Brignone, che restituisce vigore alla squadra femminile della velocità dopo un avvio di stagione non esplosivo e che relega in diciassettesima posizione un’altra italiana, distanziata di oltre un secondo e lontana dalla top ten. Il sorriso, dopo questo risultato, può dunque tornare nel movimento, confortato anche dai piazzamenti di Goggia nelle prove di gigante, i quali disegnano un profilo di competitività a tutto tondo in vista dell’appuntamento più atteso.

L’approccio alla stagione e il ruolo di traino

Le parole della stessa Goggia, dopo il traguardo, hanno raccontato senza filtri il suo stato d’animo e la sua filosofia agonistica. “Dopo aver pianto un’ora per l’occasione persa in discesa sabato, in superG mi sono fatta il regalo di Natale”, ha dichiarato, aggiungendo con quella punta di ironia che spesso la caratterizza: “ma fino ad oggi ne ho fatti troppi alle altre”. Una confessione che svela la consapevolezza del proprio valore e la volontà di non disperdere più occasioni, assumendosi pienamente il ruolo di locomotiva dello sci alpino femminile italiano. Questo successo, insomma, non chiude un discorso ma lo apre, proiettando la sua stagione verso traguardi che, sulla base di quanto mostrato, appaiono alla sua portata.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.