Ore di angoscia sulla Sacca di Goro per un pescatore disperso
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Redazione Interno
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La notte scorsa, nel buio delle prime ore, un uomo di quarantasei anni, Bruno Osti, è salito sulla sua imbarcazione da pesca per il consueto, faticoso recupero delle reti. Non ha fatto ritorno, scatenando, con le prime luci dell’alba, un’operazione di soccorso che ancora prosegue tra le acque agitate della Sacca di Goro, nel Ferrarese. I familiari, dopo aver atteso invano il suo rientro in banchina, hanno dato l’allerta, innescando la macchina dei soccorsi che si è mossa in condizioni proibitive, segnate da un vento forte e da un mare in burrasca.
Il ritrovamento del natante
Nel primo pomeriggio di oggi, 28 gennaio, quelle ricerche hanno purtroppo portato a un ritrovamento che ha confermato i timori peggiori: la barca dell’uomo, un natante di circa sei metri, è stata individuata nelle acque di Gorino, la frazione di Goro dove Osti risiedeva. L’imbarcazione, come riferito da più fonti, è stata avvistata in condizioni di grave emergenza, capovolta e in balia delle onde. Quel relitto, solo e senza il suo conducente, ha aggiunto drammaticità a una situazione già segnata dall’apprensione, concentrando gli sforzi delle squadre in un’area più circoscritta ma non per questo più facile da perlustrare.
La difficile ricerca in mare
Le operazioni, coordinate dalla Guardia Costiera di Ravenna, coinvolgono mezzi navali e aerei, tra i quali anche un elicottero dell’Aeronautica Militare, oltre ai vigili del fuoco con i loro gommoni specializzati. A questi si sono aggiunti, data la gravità della circostanza, anche nuclei di sommozzatori, chiamati a operare in un ambiente reso ostile e pericoloso dalle condizioni meteorologiche avverse. La pioggia e la foschia, infatti, riducono la visibilità, mentre il mare grosso limita la manovrabilità delle unità navali, rendendo ogni minuto trascorso un fattore decisivo e ogni metro quadrato di acqua un enigma da scrutare con ansia.
L’attesa e lo sgomento sulla costa
Sulla costa, intanto, si vive una tregua carica di angoscia. L’attesa di notizie, dopo il rinvenimento della barca, si è fatta più cupa, mentre il mare continua a mostrare il suo volto più crudele. L’ansia dei conoscenti e degli altri pescatori, che conoscono bene i rischi di quel mestiere, è palpabile. Il loro sguardo, rivolto verso quel tratto di acqua scura e agitata, tradisce una preoccupazione che va oltre il singolo episodio, toccando le corde di una vita intera trascorsa a sfidare gli elementi, dove un ritardo può trasformarsi in tragedia.




