Juventus, l'assemblea per il bilancio e il nuovo corso con Comolli
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Redazione Sport
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L'Allianz Stadium, che domenica ospiterà il derby di Torino, è stato oggi il teatro dell'assemblea annuale degli azionisti della Juventus, un appuntamento cruciale che ha delineato le prospettive future del club, le cui sorti finanziarie, segnate da un bilancio in rosso, richiedono scelte strategiche di non semplice attuazione. I soci, riuniti a partire dalle dieci del mattino, sono stati chiamati a esprimersi su una serie di punti cardine, a cominciare dall'approvazione del conto consuntivo per l'esercizio 2024/25, il quale, come ampiamente anticipato, si è chiuso con una perdita di 58,1 milioni di euro, una cifra che, seppur contenuta rispetto a passati esercizi, evidenzia le difficoltà di un mercato sempre più competitivo. La ratifica di questo documento, se da un lato sancisce ufficialmente le criticità economiche affrontate, dall'altro rappresenta il punto di partenza obbligato per il rilancio, che passa attraverso un aumento di capitale fino a 110 milioni di euro, altro tema centrale all'ordine del giorno.
Il rinnovo del consiglio e la figura di Comolli
L'assemblea, la cui durata si preannunciava piuttosto lunga data l'agenda fitta di delibere, ha avuto come fulcro il rinnovo degli organi sociali, un'operazione che introduce un elemento di novità nella governance bianconera. Damien Comolli, figura di spicco nel panorama calcistico internazionale, è stato formalmente eletto nel consiglio d'amministrazione, con la sua nomina a amministratore delegato che, sebbene attesa per questa seduta, potrebbe essere perfezionata in un successivo CdA nei prossimi giorni, una formalità che non ne sminuisce l'imminente ingresso operativo. La sua designazione, che giunge in un momento di transizione, è vista come un tassello fondamentale per guidare la società verso una nuova fase, nella quale la sostenibilità economica e la competitività sportiva dovranno procedere di pari passo.
Le dichiarazioni di John Elkann sulla proprietà
In un contesto di voci ricorrenti che ipotizzavano un possibile cambio della guardia al vertice proprietario, John Elkann, amministratore delegato di Exor, la holding di controllo, ha voluto porre fine a ogni speculazione con una dichiarazione perentoria rilasciata all'agenzia Reuters. "La nostra volontà è quella di continuare a essere pienamente impegnati nei confronti della Juventus", ha affermato Elkann, aggiungendo che il gruppo si dice "orgoglioso di esserne gli azionisti di controllo da oltre un secolo". Queste parole, che escludono categoricamente una vendita del club, arrivano come una risposta diretta al crescente interesse mostrato dal gruppo Tether, noto per il suo legame con il mondo delle criptovalute, il quale ha accumulato negli ultimi mesi una partecipazione significativa nel capitale juventino, senza però minacciarne, almeno per il momento, l'assetto proprietario storico.
L'aumento di capitale e gli altri punti tecnici
Oltre ai temi più discorsi, l'ordine del giorno comprendeva una serie di delibere tecniche, ma non per questo meno rilevanti, per la vita societaria. Tra queste spiccano la relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti ai manager, l'integrazione del corrispettivo per gli incarichi di revisione legale dei conti e l'autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie, strumenti che forniscono al management una maggiore flessibilità operativa. L'intero processo, che si è svolto alla vigilia di un impegno calcistico carico di significato come il derby, sottolinea come la dimensione sportiva e quella societaria siano due facce della stessa medaglia, entrambe essenziali per un club che ambisce a tornare ai massimi livelli, sia in Italia che in Europa.




