Gravina definisce "evidente errore" il caso Var in Milan-Bologna

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il finale di Milan-Bologna, sebbene non abbia alterato l’esito della partita, ha scatenato un putiferio che travalica i confini di San Siro, proiettandosi direttamente nel dibattito istituzionale sulla gestione della tecnologia in campo. L’episodio cardine, oggetto di feroci critiche, si consuma ai supplementari quando l’arbitro Marcenaro fischia un calcio di rigore per un contatto tra Nkunku e Freuler, decisione che viene poi revocata dopo la consultazione del monitor.

Ciò che è sfuggito completamente all’arbitro e alla stanza Var, però, è stato un precedente intervento di Lucumi, giudicato da molti come un fallo da ultimo uomo e pertanto degno di massima attenzione. La mancata revisione di quell’azione ha generato un senso di ingiustizia, acuito dall’evidenza dell’episodio successivo analizzato e corretto. Fabio Caressa, commentando la dinamica, si è detto incredulo, sottolineando come il primo contatto rappresentasse “un rigore clamoroso” e come l’errore sia stato duplice: nella valutazione del secondo episodio e nell’aver ignorato il primo.

Sulla questione è intervenuto con toni netti anche il presidente della Figc, Gabriele Gravina, durante un intervento a Radio Rai. “È stato un errore evidente”, ha ammesso Gravina, il quale, pur riconoscendo la gravità dello svarione, ha però aggiunto una riflessione più ampia sul sistema, affermando che “il ricorso alla tecnologia non può prevedere un ritorno al passato”. Una presa di posizione che, se da un lato certifica la fondatezza delle proteste, dall’altro sembra voler mettere un argine alle polemiche strumentali.

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