Bucchioni sul Napoli: "Con il Benfica ha sofferto una cosa. Conte ha un problema"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sconfitta di Lisbona contro il Benfica, un 2-0 che ha riacceso i dubbi sulla corsa europea, non è una semplice parentesi negativa ma, secondo l'analisi del giornalista Enzo Bucchioni, il sintomo di una questione più profonda che Antonio Conte è chiamato a risolvere. Intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale, nel corso della trasmissione “Un calcio alla radio”, Bucchioni ha riconosciuto il peso delle numerose assenze, “è irrealistico pensare di avere un rendimento sempre alto con così tante assenze”, ma ha subito oltrepassato quell'alibi per individuare un altro vulnus. “Il Napoli ha sofferto una cosa col Benfica! Conte ha posto un problema”, ha affermato, lasciando intendere come le difficoltà incontrate in Portogallo vadano ricercate anche in dinamiche che travalicano la semplice lista dei non disponibili, toccando forse aspetti di impostazione o di reazione psicologica allo stress del palcoscenico.

Il deficit di personalità nella massima competizione

La riflessione di Bucchioni sembra incrociare le considerazioni emerse sulle pagine di Repubblica, che parlava di un “deficit di personalità in Champions” e di danni provocati dall'“ansia da paloscenico”, elementi che contribuirebbero a delineare il ritratto di una squadra dalle due facce nettamente distinte. Da un lato, infatti, gli azzurri dominano il campionato italiano in coabitazione al vertice, dimostrando solidità e carattere; dall'altro, in Europa, mostrano una fragilità inedita, specialmente in trasferta, che li ha portati a collezionare tre sconfitte in sei gare e a subire un preoccupante numero di reti. Le assenze, che non impediscono alla formazione di Conte di brillare in Serie A, non bastano quindi a giustificare un rendimento così discontinuo, lasciando spazio all'ipotesi di una forma di soggezione o di approccio mentale non ottimale alle sfide continentali.

I numeri che confermano la dicotomia

I dati statistici offrono un riscontro oggettivo a questa impressione di doppia vita. Il Napoli, arrembante in campionato, in Champions League ha infatti ottenuto solo sette punti nella fase a league, una media di appena 1,1 a partita che si colloca tra le più basse della carriera europea di Conte. Con undici gol incassati, il rendimento complessivo in questa edizione è addirittura il secondo peggiorissimo dall'ingresso di Aurelio De Laurentiis nella proprietà del club, superando in negativo soltanto l'esperienza di sei punti totali sotto la guida di Maurizio Sarri. Questi freddi numeri certificano una difficoltà reale, un gap di risultati che va ben al di là della contingenza degli infortuni e che proietta un'ombra sull'intero cammino nella competizione, nonostante la squadra mantenga il controllo del proprio destino per la qualificazione.

Il peso della sfida per il ranking italiano

La posta in gioco, del resto, non riguarda esclusivamente il prosieguo del percorso azzurro ma si estende all'intero movimento calcistico nazionale. Il Napoli, qualora riuscisse a centrare l'obiettivo del passaggio del turno, darebbe infatti un contributo fondamentale nella battaglia per il quinto posto in Champions League assegnato in base al ranking Uefa per paesi, una sfida serrata che vede l'Italia in competizione con altre nazioni, prima fra tutte la Germania. Il cammino europeo delle squadre italiane, in questa stagione, ha quindi un valore moltiplicato, e le prestazioni del club partenopeo vanno inevitabilmente a influenzare le sorti collettive. La speranza, ora, è che nelle decisive partite contro Copenhagen e Chelsea la squadra possa ritrovare quella unità e quella determinazione che la rendono temibile in campionato, superando finalmente l'impasse che ne ha limitato l'efficacia sul terreno continentale.

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