Paola Carron, la solitudine degli imprenditori e la sfida per il Nordest

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Paola Carron, alla guida di Confindustria Veneto Est, delinea, con un realismo che non ammette facili ottimismi, lo stato di un sistema produttivo che, pur mostrando segnali contrastanti, necessita di un sostegno deciso per scongiurare un pericoloso trend decrescente. «Il sistema economico sta tenendo», afferma la presidente, sottolineando come, nonostante tutto, la domanda interna registri una crescita del 2,3% e gli ordini abbiano ripreso a salire, seppur di un timido +0,5%. Una tenacia, quella delle imprese delle province di Venezia, Treviso, Padova e Rovigo, che si scontra però con un calo dello 0,7% nell’attività manifatturiera e con investimenti che, per sei aziende su dieci, rimangono bloccati in una condizione di stasi. Sono questi i dati, emersi dall’ultima congiunturale, a preoccupare maggiormente, poiché confermano previsioni poco favorevoli per l’anno a venire, contro le quali, come tiene a precisare Carron, «non possiamo e non vogliamo abituarci a variazioni da "zero virgola"».

La chiamata alla politica e l'energia delle imprese

Le voci degli industriali del Nordest, riuniti in assemblea generale, si sono levate compatte, chiedendo a chi governerà il territorio e a chi amministra la politica economica nazionale continuità, attenzione e, soprattutto, coraggio. A farsi portavoce di questa esigenza è anche Leopoldo Destro di Aristoncavi, il quale, evidenziando la necessità di sopravvivere a un presente segnato da profonde trasformazioni geopolitiche ed economiche, ha esortato le aziende a «tirare fuori tutta l’energia possibile». Un appello che risuona in un clima di consapevolezza, diffusa tra i capitani d’industria, di essere prossimi a una svolta cruciale, la cui riuscita dipenderà non solo dalla resilienza delle imprese stesse ma anche dalla capacità della politica di ascoltare e intervenire su fronti critici come il costo dell’energia e la competitività.

Oltre i fatturati: la questione della solitudine imprenditoriale

A un anno dalla sua elezione, avvenuta all’insegna di un connubio tra «gentilezza e sensibilità», Paola Carron non ha smarrito il proprio garbo, ma di fronte a una platea di oltre duemila imprenditori ha posto una questione che travalica i puri indicatori economici. «La solitudine degli imprenditori» rappresenta, nelle sue parole, un problema fondamentale, un grido d’allarme che punta il dito su una percezione di abbandono e sulla sensazione che il mondo produttivo non costituisca una priorità per le istituzioni. È un malessere che va ben al di là dei bilanci, toccando le corde più profonde del ruolo sociale e della pressione psicologica che grava su chi guida le aziende, considerando che la territoriale di Confindustria Veneto Est rappresenta la seconda in Italia per importanza, con oltre cinquemila imprese e duecentottantunmila collaboratori.

Il rilascio della questione settentrionale e la sfida sociale

Proprio partendo da questa analisi, Confindustria Veneto Est rilancia con forza quella che definisce una «questione settentrionale», attivando peraltro progetti di housing sociale. La presidente Carron tiene a precisare che il riferimento non è volto all’autonomia differenziata né a mere questioni fiscali, né tantomeno a sterili ragionamenti sugli squilibri di risorse tra Nord e Sud. Il nocciolo della questione, che qui si manifesta in tutta la sua evidenza, si riduce piuttosto allo sforzo immane di salvaguardare l’industria, riconosciuta come il motore primario di ricchezza e di coesione sociale per l’intero territorio. Una sfida che, in assenza di un supporto concreto, rischia di lasciare gli imprenditori in una condizione di isolamento, costretti a sopportare da soli il peso di un cambiamento epocale.

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