Nordest, la moda perde terreno mentre la sfida si sposta sulla sostenibilità

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il comparto moda del Nordest, un pilastro storico dell'economia nazionale, segna un preoccupante -4,5%, un dato che risuona come un campanello d'allarme in un settore abituato a rappresentare l'eccellenza. Questo arretramento, che si staglia in netto contrasto con il +9% di fatturato fatto registrare dai colossi del fast fashion, trova una delle sue cause principali nella spietata concorrenza di operatori, con la Cina in prima fila, i quali costruiscono la propria competitività aggirando, con sistematicità, i fondamentali standard di sostenibilità ambientale e sociale. La disparità di condizioni, che penalizza chi investe in processi virtuosi, pone con urgenza la questione di come riequilibrare un mercato sempre più asimmetrico.

La risposta del Venice Sustainable Fashion Forum

Proprio con l'obiettivo di tracciare una rotta condivisa, si prepara ad aprire i battenti a Venezia, il 23 e 24 ottobre presso la Fondazione Giorgio Cini, la quarta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum. L'evento, promosso da Confindustria Moda, The European House – Ambrosetti e Confindustria Veneto Est, si propone come piattaforma privilegiata per mettere a fattor comune idee e istanze di brand e imprese, trasformandole in norme e processi condivisi. L'intento dichiarato è quello di forgiare una filiera del futuro più solida, sostenibile e responsabile, in grado di tutelare e valorizzare il made in Italy e il made in Europe nella competizione globale.

Armonizzare i valori come priorità produttiva

La grande sfida produttiva che emerge con chiarezza, dunque, non è solo quella di innovare i materiali o i processi, ma di armonizzare i valori che sottendono alla produzione stessa. Si rende necessario, come sottolineano gli organizzatori del Forum, creare un ecosistema in cui chi opera in maniera eticamente corretta non si trovi svantaggiato, ma anzi riconosciuto e premiato dal mercato. La transizione sostenibile, un tema sempre più centrale, non può infatti prescindere dalla sua dimensione sociale, che riguarda da vicino le condizioni di lavoro e la responsabilità d'impresa lungo tutta la catena del valore.

Il sistema moda italiano sotto pressione

In questo contesto, le parole di Confindustria Moda risuonano come un monito severo: «Il sistema italiano è sotto attacco della Cina». Una dichiarazione che fotografa la percezione di un'intera filiera, la quale vede minacciata la propria sopravvivenza da dinamiche di concorrenza che non rispettano le stesse regole. Al centro dei lavori del Forum verrà presentato lo studio strategico “Just Fashion Transition”, l'osservatorio permanente curato da The European House–Ambrosetti, che offrirà una fotografia dettagliata e analitica della transizione in atto, fornendo strumenti concreti per navigare un panorama in rapida e complessa evoluzione.

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