L’Inter vola in finale di Coppa Italia, ma Padovan non perdona: “Chivu rimane un mediocre”
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Redazione Sport
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La rimonta nerazzurra sul Como, consumatasi in una semifinale di Coppa Italia trasformata in un autentico thriller a San Siro, ha riacceso il dibattito sul valore tecnico della squadra di Christian Chivu. Il 3-2 maturato dopo essere stati sotto di due reti – firmate Baturina e Da Cunha per i lariani – ha restituito l’ennesima dimostrazione di resilienza da parte dell’Inter, abituata a ribaltare scenari compromessi. Eppure, non per tutti questo risultato rappresenta un capolavoro tattico. Anzi, a scatenarsi contro tutti – giocatori, allenatore e narrazione trionfalistica – è stato il noto opinionista Giorgio Padovan, che ha liquidato l’impresa con un giudizio tranchant: “Sembra che hanno vinto la Champions! Chivu rimane un mediocre”.
Una semifinale da cardiopalma, ma per Padovan solo eccessi di entusiasmo
La partita si era messa subito in salita per i nerazzurri, dopo che Fàbregas – tecnico del Como – aveva preparato la gara con l’intelligenza che lo contraddistingue. I suoi uomini, sfruttando gli spazi lasciati dall’Inter, erano riusciti a siglare il doppio vantaggio, mettendo in crisi l’intera struttura difensiva avversaria. Douvikas, attaccante comasco, aveva persino alimentato il sogno europeo postando un messaggio di gratitudine al club. “Sono grato, restiamo focalizzati sull’obiettivo Europa”, aveva scritto, mentre il tabellino recitava ancora 0. Invece, a spezzare quella fiducia è stato l’orgoglio dell’Inter: prima l’accorciamento, poi il pari, infine la zampata vincente che ha spalancato le porte della finale del 13 maggio contro la Lazio di Maurizio Sarri.
Borghi esalta le scelte di Chivu, tra invenzioni rare e tempismo perfetto
A difendere l’operato del trainer rumeno ci ha pensato Stefano Borghi, nel corso del podcast “Le Foot Toujours”. Le sue parole hanno messo l’accento su un aspetto spesso trascurato: la capacità di leggere la partita oltre gli schemi. “Inter-Como hanno giocato una partita di fede – ha spiegato Borghi –. Il Como verso i propri principi, vado a San Siro a fare il mio calcio e lo faccio per sessanta minuti. Dall’altra parte la fede dell’Inter nella propria supremazia”. Ma il passaggio decisivo, per il giornalista, è stato l’azzardo tattico: “I cambi di Chivu, idee che non sono proprio immediate: non tolgo Luis Henrique, ma tolgo Dimarco e metto Diouf, invenzione totale in quel ruolo”. Una scelta che ha premiato la squadra di casa, ribaltando l’inerzia di un match che sembrava ormai segnato.
Il marketing celebra l’epica, ma la cronaca resta spietata con il Como
Intorno a quella rimonta, intanto, si è costruita anche una narrazione commerciale rivelatasi quantomeno curiosa. La PerfectDraft, spillatrice brandizzata Inter, è stata presentata proprio nella Sala dell’Orologio di Meazza in concomitanza con la partita: “Un perfect-match per una Bud”, recitava il comunicato, con un riferimento diretto alla partnership che lega il marchio al club nerazzurro. Il tempismo, in questo caso, non ha lasciato nulla al caso, celebrando un’epica interista già consumata sotto gli occhi di un pubblico estasiato.
Sul fronte opposto, invece, la delusione del Como è stata pari all’entusiasmo iniziale. L’eliminazione arriva dopo aver accarezzato per un’ora e mezza l’idea dell’impresa, e il rammarico traspare dalle parole di Douvikas sul proprio profilo Instagram. Il greco, pur sottolineando l’orgoglio per il cammino in coppa, non ha nascosto l’amarezza per una rimonta che fa male proprio per come si è materializzata: a pochi minuti dal traguardo. La squadra di Fàbregas ora dovrà metabolizzare il colpo, con la consapevolezza di aver sfiorato una finale che nessuno, a inizio stagione, avrebbe pronosticato.




