Honor 600 e 600 Pro, la sfida alla fascia alta parte da un display da 8000 nit e un prezzo che sale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’attesa per il debutto italiano della nuova serie Number di Honor, che dovrebbe concretizzarsi nel corso del mese di maggio, si accompagna ormai a un quadro tecnico ed economico ben definito. La casa cinese, dopo aver alzato il sipario sui mercati globali selezionati a partire dal 22 aprile, ha di fatto rivelato le carte di Honor 600 e 600 Pro, due dispositivi che condividono l’ambizione di ridefinire i confini tra la fascia media e quella premium. Se da un lato le schede tecniche mostrano muscoli decisamente importanti, dall’altro il listino italiano, già anticipato da alcuni rivenditori, segna un rincaro piuttosto netto rispetto alla generazione precedente, un dato che potrebbe ridisegnare le aspettative degli utenti più fedeli al marchio.
Un display da record e una batteria, quella europea, dimezzata
Ciò che colpisce immediatamente, osservando entrambi i modelli, è la qualità del pannello: un AMOLED da 6,57 pollici capace di toccare i 120 Hz di refresh rate e, particolare non trascurabile, una luminosità di picco di 8.000 nit. Una cifra, quest’ultima, che fino a poco tempo fa era appannaggio esclusivo dei top di gamma assoluti e che qui viene offerta per garantire una leggibilità perfetta anche sotto la luce solare più aggressiva. La sottigliezza delle cornici, ferme a 0,98 mm, contribuisce a quell’effetto “tutto schermo” che Honor ha cercato di ottenere, ispirandosi – lo si nota subito – al linguaggio di design degli ultimi iPhone 17 Pro, con tanto di modulo fotografico rettangolare che attraversa la scocca superiore.
Tuttavia, c’è un aspetto tecnico su cui vale la pena soffermarsi, perché introduce una distinzione geografica che gli appassionati nostrani dovranno imparare a digerire. Mentre nei mercati asiatici, come quello malese, la batteria al silicio carbonio raggiunge i 7.000 mAh, per l’Europa Honor ha optato per una capacità inferiore, ferma a 6.400 mAh. Una scelta che, seppur giustificabile con dinamiche legate alle certificazioni o alla distribuzione, lascia comunque l’amaro in bocca, soprattutto in un segmento dove l’autonomia è spesso il cavallo di battaglia. Non cambia, fortunatamente, la velocità di ricarica: i 90 Watt (o 80W, a seconda delle fonti) via cavo e i 50 Watt in wireless, quest’ultima esclusiva del modello Pro, restano confermati per assicurare tempi di attesa brevissimi.
Due filosofie a confronto: fotografia e processore fanno la differenza
La linea di demarcazione tra il modello base e il 600 Pro è netta e si gioca su due fronti principali: il comparto fotografico e la potenza di calcolo. Partiamo dal cuore pulsante: il fratello maggiore monta lo Snapdragon 8 Elite, processore a 3 nm che rappresenta il meglio che Qualcomm abbia offerto nell’ultimo anno, mentre lo standard 600 si accontenta del pur valido Snapdragon 7 Gen 4. Una differenza sostanziale, questa, che si farà sentire soprattutto nell’uso intensivo delle funzioni di intelligenza artificiale, integrate a sistema tramite MagicOS 10 basato su Android 16.
Parlando di fotografia, la situazione è analoga a quella già vista su altri modelli concorrenti. Entrambi i dispositivi condividono un sensore principale da 200 megapixel (1/1,4 pollici) e un ultra-grandangolare da 12 megapixel, numeri che sulla carta metterebbero in difficoltà persino il Galaxy S25 FE. Eppure, è sul Pro che Honor ha voluto giocare la carta della versatilità, aggiungendo un teleobiettivo periscopico da 50 megapixel con zoom ottico 3,5x. Un’aggiunta che, di fatto, trasforma il telefono in un vero e proprio strumento creativo, capace di spingersi fino a 120x di zoom digitale, sebbene con i limiti tecnici che questa funzione porta con sé. Lo standard di stabilizzazione sale poi a CIPA 6.5 per il Pro, un dettaglio che promette scatti notturni decisamente più puliti rispetto al CIPA 6.0 del modello base.
Prezzi in salita e attesa per il lancio di maggio
Se le specifiche fanno sognare, sono i prezzi a riportare i piedi per terra. Honor sembra aver abbandonato la politica del “caro estinto” che l’aveva resa celebre dopo la separazione da Huawei, spostandosi decisamente verso un posizionamento più alto. Le anticipazioni provenienti dal catalogo di MediaWorld parlano chiaro: per portare a casa un Honor 600 (8/256 GB) serviranno 649,90 euro, mentre per il 600 Pro nella sua unica configurazione da 12/512 GB la cifra lievita fino a 999,90 euro.
Si tratta, in entrambi i casi, di un aumento che supera i 150 euro rispetto ai modelli precedenti, un salto non indifferente che riallinea i listini a quelli di competitor più blasonati come OnePlus o il già citato Samsung. Resta da vedere, ovviamente, se Honor riuscirà a mitigare l’impatto di questi rincari tramite promozioni di lancio o coupon sconto, una prassi piuttosto comune nelle strategie commerciali del marchio. Quel che è certo è che l’asticella si è alzata, e di parecchio: il mercato italiano è avvisato, e il mese di maggio sarà il banco di prova per capire se questi due gioielli di tecnologia riusciranno a conquistare la fetta di pubblico che, fino a ieri, guardava a Honor come al “rivoluzionario” dal prezzo accessibile.




