Honor 600 e 600 Pro, l’asticella si alza ma i prezzi fanno discutere

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La casa cinese, dopo aver introdotto il più accessibile 600 Lite all’inizio del mese, ha completato la sua nuova generazione di smartphone svelando ufficialmente i modelli 600 e 600 Pro, sebbene per il momento il debutto riguardi solo alcuni mercati selezionati. Questi due dispositivi, che raccolgono l’eredità dei precedenti 400 e 400 Pro – i quali, va detto, hanno dominato la scena dello scorso anno – puntano a replicare quel successo nei prossimi dodici mesi, proponendo un design che ricorda in modo piuttosto evidente quello degli iPhone 17 Pro. L’estetica, caratterizzata da un’ampia isola rettangolare che attraversa la scocca superiore, è solo una delle carte giocate da Honor per attirare l’attenzione di una clientela sempre più esigente; le specifiche tecniche, infatti, si posizionano con decisione al confine tra la fascia media e quella alta, sfidando apertamente concorrenti del calibro del Galaxy S25 FE.

Due filosofie a confronto sotto la stessa scocca

Se il look è praticamente identico per entrambi – con cornici sottilissime da appena 0,98 mm e un display AMOLED da 6,57 pollici capace di toccare i fatidici 8000 nit di luminosità di picco – è nel cuore pulsante che si consuma la vera differenza. Il modello base monta lo Snapdragon 7 Gen 4, un processore a 4 nm che rappresenta l’evoluzione naturale del chip del suo predecessore; il 600 Pro, invece, compie un salto di qualità sostanziale adottando lo Snapdragon 8 Elite a 3 nm, una soluzione che garantisce una potenza di calcolo molto superiore, soprattutto in ambito di intelligenza artificiale e gestione delle memorie. A completare il quadro hardware, troviamo una batteria al silicio-carbonio che, se sul mercato globale raggiunge i 7000 mAh, per l’Europa si ferma a 6400 mAh – una limitazione che per gli utenti del Vecchio Continente potrebbe risultare un po’ indigesta, dato che si parla di un taglio non indifferente.

La resa dei conti nel comparto fotografico

Parlando di numeri, il comparto fotografico rappresenta l’altro grande terreno di scontro tra i due fratelli. Entrambi condividono un sensore principale da 200 megapixel con stabilizzazione ottica e un ultra-grandangolare da 12 megapixel, ma il 600 Pro alza ulteriormente l’asticella aggiungendo un teleobiettivo periscopico da 50 megapixel. Quest’ultimo, oltre a offrire uno zoom ottico 3,5x, trasforma l’estetica del retro rendendolo ancora più simile al modello di Apple, con i sensori disposti a triangolo. La stabilizzazione, poi, passa dallo standard CIPA 6.0 del modello base al più performante CIPA 6.5 sul Pro, il che si traduce in una resa superiore per gli scatti in notturna e per quelli che sfruttano la lunga focale. A livello software, debutta MagicOS 10 su base Android 16, con l’intelligenza artificiale che diventa protagonista assoluta grazie a un pulsante fisico dedicato sul lato del dispositivo, che permette di attivare rapidamente funzioni come la suite Honor AI.

Listini in crescita e attesa per il debutto italiano

Per quanto riguarda la loro disponibilità nel nostro Paese, occorrerà armarsi di pazienza: il lancio effettivo è previsto per il mese di maggio, anche se i due smartphone sono già apparsi nei cataloghi di alcune delle principali catene di elettronica di consumo. Ed è proprio in queste vetrine digitali che emerge l’aspetto più spinoso della vicenda, ovvero i prezzi. La versione base di Honor 600, nella configurazione da 8/256 GB, viene proposta a 649,90 euro; per portarsi a casa il 600 Pro, con 12/512 GB di memoria, se ne devono invece spendere 999,90 euro. Rispetto alla generazione scorsa, si parla di un incremento che varia dai 150 ai 200 euro a modello, un rincaro significativo che sposta questi telefoni in una fascia di mercato dove la concorrenza è spietata e il rapporto qualità-prezzo diventa il banco di prova definitivo per la strategia commerciale dell’azienda.

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