Milano sotto l'acqua: allagamenti e disagi dopo il violento nubifragio
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Redazione Interno
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Il nubifragio che ha colpito Milano il 5 settembre ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione. Tra le 5 e le 9 del mattino, la città è stata investita da quasi 30 millimetri di pioggia, causando allagamenti ed esondazioni. La Protezione Civile di Canegrate e San Giorgio su Legnano è intervenuta in via Novara, dove le cantine e il locale caldaia di un condominio di 17 appartamenti erano completamente allagati. La situazione non è stata migliore nel parcheggio Atm di Romolo, dove oltre cento auto sono state sommerse da tre metri d'acqua.
Il temporale ha mandato in tilt metropolitane e tram, allagando negozi, strade e marciapiedi. Gli scantinati degli edifici sono stati invasi dall'acqua, causando l'ennesima esondazione del Seveso. La scena nel parcheggio di interscambio di Atm di via Ondina è desolante: un muro marrone alto due metri e mezzo, composto principalmente da acqua e liquami di fogna, ha sommerso decine di automobili, rendendole inutilizzabili.
Le autorità locali stanno cercando soluzioni a lungo termine per prevenire futuri disastri. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha sottolineato l'importanza delle vasche di contenimento per il Seveso, ma ha ammesso che da sole non bastano. Sono necessari anche i bacini di Senago e Lentate, che dovrebbero essere completati entro il 2026. L'assessore Marco Granelli ha ribadito l'importanza di un sistema integrato che comprenda gli invasi di Milano, Lentate, Paderno Dugnano-Varedo e Senago.
La situazione attuale evidenzia la fragilità delle infrastrutture urbane di fronte a eventi meteorologici estremi. La città di Milano deve affrontare la sfida di adattarsi ai cambiamenti climatici e di migliorare la resilienza delle sue infrastrutture.




