La Juve Next Gen si gode il primo eurogol di Licina, mentre la Primavera inciampa a Noceto
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Redazione Sport
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La domenica a tinte bianconere, come spesso accade quando si incrociano i destini delle giovanili e della seconda squadra, ha offerto un copione contraddittorio: da una parte la freddezza chirurgica di un diciottenne tedesco, capace di risolvere una partita sporca con un gesto tecnico di altissimo livello; dall’altra, l’impotenza dell’Under 20, bloccata da un muro gialloblu in una trasferta che sa di occasione mancata. Partiamo dall’epilogo meno felice, quello che arriva dal Centro Sportivo “Il Noce” di Noceto, dove la Juventus Primavera di Simone Padoin è uscita sconfitta per 1-0 contro il Parma. A decidere la contesa, valida per la trentatreesima giornata del campionato Primavera 1, è stata la rete di Cardinali nella ripresa; un gol che ha sostanzialmente gelato le ambizioni dei giovani bianconeri, rimasti a secco nonostante un finale di gara votato all’assedio. Con questo ko, il settore giovanile della Juventus resta inchiodato al nono posto in classifica, a due lunghezze dalla zona playoff occupata dall’Atalanta. Attenzione, però, perché i bergamaschi vantano una partita in meno da recuperare, un’arma a doppio taglio che rende la rincorsa dei ragazzi di Padoin ancora più in salita.
La risposta della Next Gen: un successo che vale la quinta piazza
Se la domenica era partita male per le giovanili, lo stesso non si può dire per la squadra di Massimo Brambilla. Al “Moccagatta” di Alessandria, la Juventus Next Gen ha faticato più del previsto contro un Guidonia Montecelio battagliero, ma alla fine ha portato a casa tre punti pesantissimi, arricchiti dal valore aggiunto del talento. La formazione di Brambilla – che ricordiamo è già aritmeticamente certa di un posto ai playoff, ma che sta cercando di limare la posizione per avere un vantaggio nella post season – ha dovuto soffrire nei primi venti minuti. Il Guidonia, come ha sottolineato lo stesso tecnico nel dopopartita, è partito forte, pressando alto e mettendo in difficoltà la retroguardia locale con una manovra ragionata che coinvolgeva anche il portiere. La difesa, con Scaglia e Van Aarle sugli scudi, ha retto l’urto, salvando più volte il risultato.
Il merito della vittoria, però, va cercato in un’azione solitaria e fulminante arrivata al 61’. Qui entra in scena Adin Licina, il gioiello di origini tedesche cresciuto nel Bayern Monaco e atterrato a Torino il 2 febbraio grazie a un colpo da maestro di Claudio Chiellini, direttore sportivo della Next Gen. Servito perfettamente da Faticanti, il classe 2007 ha lasciato partire un mancino potentissimo che si è insaccato sotto l’incrocio dei pali: un eurogol che profuma di speciale e che ha sbloccato definitivamente il match.
Licina, la nuova perla di Chiellini che stregò Spalletti
Non è un caso che questo ragazzo abbia già acceso i riflettori ben oltre la terza serie. Arrivato in Italia dopo una trafila nel settore giovanile del Bayern Monaco, dove la concorrenza interna era agguerrita, Adin Licina ha mostrato subito quella serietà e umiltà che Brambilla predica ai suoi. Il primo gol in bianconero, per giunta con una tale qualità, è la fotografia perfetta del suo Dna. Non a caso, i paragoni con Kenan Yildiz – un altro predestinato passato dal Bayern alla Juventus – sono già stati evocati in ambienti tecnici, e le vibrazioni positive arrivano dritte fino a Coverciano. Luciano Spalletti, che spesso monitora i giovani di prospettiva, ha già avuto modo di osservare da vicino Licina, rimanendo colpito dalla sua naturalezza e dalla sua visione di gioco. Al di là dei facili entusiasmi, la strada per il salto di qualità è ancora lunga: Brambilla lo sta gestendo con oculatezza, dosandolo in una categoria fisica come la Serie C. Tuttavia, quando la stella tedesca decide di accendersi, la difesa avversaria può soltanto guardare la palla che si infila all’incrocio.
L’analisi tattica: il mestiere di Brambilla e le difficoltà del Parma
Tornando ai fatti di campo, il tecnico bianconero non ha nascosto qualche difficoltà iniziale. Nel commento post-partita, Brambilla ha parlato di “leggerezza di testa” nei primi venti minuti, ammettendo che il Guidonia è una buona formazione, capace di palleggiare e di far correre a vuoto l’avversario se non si accorcia con decisione. Ma la differenza l’ha fatta proprio la qualità individuale di un reparto avanzato ringiovanito ma vivace. Dopo la rete di Licina, la Next Gen ha gestito il possesso con intelligenza, rischiando occasionalmente il raddoppio con lo stesso Licina e con Anghelè, bravo a inserirsi negli spazi lasciati dagli ospiti. Questa vittoria permette ai bianconeri di scavalcare il Pineto e issarsi al quinto posto, consolidando un percorso che, come sottolineato dall’allenatore, non è stato affatto scontato se si guarda alle partenze difficili delle scorse stagioni. Al contrario, per la Primavera, la musica è diversa: contro il Parma la manovra è apparsa spesso sterile e poco incisiva, con l’unico vero sussulto finale sprecato da Merola. Un’altra battuta d’arresto che complica la rincorsa alle posizioni che contano.




