La Juve Next Gen vola al quinto posto con un eurogol di Licina, mentre la Primavera cade a Noceto contro il Parma
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Redazione Sport
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La domenica a tinte bianconere si è aperta con una battuta d’arresto inaspettata per i giovani di Simone Padoin. Al “Noce” di Noceto, la Juventus Primavera ha dovuto cedere il passo al Parma, cedendo per 1-0 grazie a una rete che porta la firma di Cardinali. Un ko, questo, che complica la corsa della squadra nella parte destra della classifica. Il team di Padoin, infatti, resta inchiodato al nono posto in graduatoria, trovandosi ora a due lunghezze dalla zona playoff occupata dall’Atalanta; va però sottolineato come la formazione orobica abbia una partita in meno da recuperare, un fattore che rende la rimonta per i bianconeri ancora più complessa sulla carta. Al netto della prestazione, i ducali sono riusciti a imporre il proprio ritmo per larghi tratti del match, dimostrando una solidità che ha messo in difficoltà la manovra ospite.
Brambilla e la reazione dopo un avvio complicato
Un discorso completamente diverso, invece, per quanto riguarda la Juventus Next Gen di Massimo Brambilla. La seconda squadra, nonostante fosse già aritmeticamente qualificata per i playoff di Serie C, non ha alcuna intenzione di rallentare il proprio passo, anzi. La vittoria di misura per 1-0 contro il Guidonia Montecelio, maturata al “Moccagatta”, permette ai bianconeri di agganciare e superare il Pineto, issandosi così al quinto posto in classifica a quota 51 punti. Analizzando le parole del tecnico a fine gara, emerge come l’approccio sia stato forse troppo morbido. «Nei primi venti minuti – ha spiegato Brambilla – siamo stati probabilmente un po’ troppo leggeri di testa. Il Guidonia è partito forte, pressandoci e creandoci qualche grattacapo, anche perché sono una squadra che palleggia molto e, se non riesci ad accorciare con decisione, ti fanno correre a vuoto». Un’ammissione di difficoltà iniziale, quella del mister, che evidenzia come gli ospiti siano una formazione ostica, capace di coinvolgere persino il portiere nella manovra e di costruire la propria salvezza proprio nella prima parte di stagione.
La gemma di Licina che vale il sorpasso
A spezzare l’equilibrio e a regalare i tre punti alla formazione di casa ci ha pensato il talento classe 2007 Adin Licina. Il giovane tedesco, arrivato a gennaio dal Bayern Monaco sulla scia di altri prospetti interessanti, ha firmato la sua prima rete decisiva in maglia bianconera. Il suo sinistro, una vera e propria pennellata che si è insaccata sotto l’incrocio dei pali nella ripresa, ha infranto la resistenza del Guidonia. Un eurogol che non solo ha acceso l’entusiasmo sugli spalti, ma che ha un peso specifico notevole in ottica classifica. Licina, dopo qualche errore di scelta nella frazione iniziale evidenziato dallo stesso Brambilla, si è sciolto proprio nel momento di maggior bisogno della squadra. Nonostante le numerose occasioni create, i bianconeri hanno gestito il vantaggio senza riuscire a chiudere definitivamente i conti, una leggera sbavatura in una prestazione comunque convincente per intensità.
La gestione della rosa e i singoli in crescita
Brambilla ha poi speso parole al miele per alcuni dei suoi interpreti principali, sottolineando la crescita del gruppo in questa fase calda della stagione. A proposito del centrocampo, l’allenatore ha elogiato la prestazione di Faticanti per la sua intelligenza tattica, così come Macca – in netta ripresa dopo i problemi fisici accusati nel girone d’andata – che sta fornendo qualità e dinamismo preziosi per la post season. Tra i pali, Simone Scaglia è stato chiamato a un paio di interventi decisivi nei momenti di maggiore pressione da parte del Guidonia, confermando l’ottimo momento dei portieri a disposizione. Discorso a parte per Oboavwoduo, una seconda punta dalle spiccate qualità tecniche; sebbene non fosse al massimo della condizione fisica, il giocatore ha comunque dimostrato sprazzi del suo talento, pur dovendo ancora adattarsi completamente ai meccanismi del campionato italiano. La sensazione, al netto dei risultati, è che il lavoro quotidiano stia pagando, con una differenza abissale nel rendimento della squadra tra il girone di andata e quello di ritorno.




