Metro C, molestie ripetute su un sedicenne: sessantenne arrestato dopo la denuncia della vittima
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Redazione Interno
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Aveva studiato orari e abitudini, quel ragazzino che ogni mattina prendeva la metropolitana per andare a scuola, e lo aveva trasformato in una ossessione quotidiana. Per almeno un mese, tra la fine di febbraio e i primi di marzo, un uomo di sessant’anni, impiegato pubblico con famiglia e figli, ha costretto un sedicenne a subire molestie sessuali a bordo dei vagoni della linea C di Roma, approfittando sistematicamente della calca dell’ora di punta. Il copione, stando a quanto ricostruito dai carabinieri del comando di piazza Venezia, si ripeteva identico: l’uomo saliva sul medesimo convoglio del giovane, individuava il vagone dove il ragazzo cercava riparo dalla folla e poi, sfruttando la ressa e la minore età della vittima, si posizionava dietro di lui spingendolo contro le porte scorrevoli. Con il Corpo faceva da schermo, le spalle rivolte agli altri passeggeri, coprendo così i gesti che, secondo il capo di imputazione, sarebbero consistiti in veri e propri atti sessuali, toccamenti che il ragazzo non poteva evitare a causa dell’affollamento che gli impediva qualsiasi via di fuga.
A incastrare il sessantenne, che ora si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata, è stato il coraggio della stessa vittima. Il sedicenne, dopo aver sopportato almeno sei episodi di abusi, ha trovato la forza di raccontare tutto al padre e, insieme a lui, di rivolgersi ai militari. Un passaggio cruciale nelle indagini, quelle coordinate dalla Procura di Roma, è stato proprio l’intervento del genitore: l’uomo, dopo aver ascoltato il figlio, ha deciso di accompagnarlo in metropolitana e, una volta individuato il molestatore, lo ha fotografato con il telefono cellulare, girando poi quell’immagine agli investigatori. Quella fotografia, insieme al racconto dettagliato del ragazzo che descriveva lo sguardo fisso e i sorrisi compiaciuti dell’uomo prima che questi passasse all’azione, ha permesso agli inquirenti di organizzare un servizio di appostamento.
La conferma del gip: "Agiva in modo spregiudicato"
L’arresto in flagranza è avvenuto l’11 marzo, quando i carabinieri in borghese, nascosti tra i pendolari, hanno assistito all’ennesimo avvicinamento. Il giudice per le indagini preliminari Marisa Mosetti, nell’ordinanza che ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare, ha descritto la condotta del sessantenne come estremamente lucida e pianificata. L’uomo, si legge negli atti, non lasciava nulla al caso: scendeva da un vagone e risaliva su un altro pur di ritrovarsi accanto al sedicenne, dimostrando una determinazione che il giudice ha definito "spregiudicata", anche perché le molestie avvenivano in pieno giorno, davanti a decine di persone che, nella calca, non riuscivano a rendersi conto di nulla. I contatti fisici, sempre più invasivi, avvenivano fingendo di reggere la borsa o di cercare un appiglio, con il 60enne che utilizzava il dorso della mano o le dita per toccare il ragazzo al di sopra dei pantaloni, una dinamica che si è ripetuta dal 15 febbraio fino al 6 marzo.
Le dichiarazioni dell’indagato e il rischio di reiterazioneI tempi e la dinamica delle indagini
Le indagini dei carabinieri, partite immediatamente dopo la denuncia del 6 marzo, si sono sviluppate in pochi giorni, portando all’arresto in flagranza e alla successiva convalida. Gli episodi contestati, come precisato dall’ordinanza cautelare diffusa dall’ANSA, coprono un arco temporale preciso: il via il 15 febbraio, poi ancora il 26, il 27 febbraio, fino al 2, al 5 e al 6 marzo. In ciascuna di queste occasioni, l’uomo avrebbe agito con lo stesso modus operandi, avvicinandosi al ragazzo e, approfittando dell’impossibilità di questi a divincolarsi a causa della calca, lo avrebbe costretto con violenza a subire quegli atti sessuali che hanno portato alla sua incriminazione per violenza sessuale aggravata.
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