Tassa su Bitcoin e cripto al 42%
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Redazione Economia
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Il governo italiano, con la recente manovra del 2025, ha deciso di aumentare l'aliquota sulle plusvalenze derivanti da Bitcoin e altre criptovalute dal 26% al 42%. Questa decisione, anticipata dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, è stata formalizzata con la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ora attende l'approvazione del Parlamento. L'articolo 4 del Progetto di bilancio, infatti, stabilisce che sulle plusvalenze e gli altri proventi realizzati a decorrere dall’entrata in vigore della presente legge, l’imposta sostitutiva sarà del 42%.
Negli ultimi anni, le criptovalute hanno attirato un numero crescente di investitori, suscitando l'attenzione del governo su come tassare i guadagni provenienti da queste attività. La nuova proposta del governo rappresenta un inasprimento significativo delle tasse sui guadagni derivanti dalla compravendita di criptovalute, una misura che potrebbe avere ripercussioni importanti sul mercato e sugli investitori.
Parallelamente, anche in Danimarca si discute una proposta simile, con l'intenzione di tassare le plusvalenze non realizzate, rendendo praticamente impossibile per gli investitori mantenere esposizioni verso questo settore. Se la proposta dovesse passare, i residenti in Danimarca dovranno pagare il 42% non solo sui guadagni ottenuti tramite vendita, ma anche nel caso in cui l’asset detenuto sia di valore superiore rispetto al periodo fiscale precedente.
Queste misure, sia in Italia che in Danimarca, riflettono un crescente interesse dei governi nel regolamentare e tassare il mercato delle criptovalute, un settore in rapida espansione che continua a evolversi e a sfidare le normative tradizionali.




