Grecia e Israele, firmato l’accordo “Scudo di Achille”: 3 miliardi per la difesa aerea

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Lunedì 31 agosto è stato ufficialmente siglato l’accordo tra Israele e Grecia per la realizzazione del sistema di difesa aerea denominato “Scudo di Achille” (Achilles Shield), un’intesa dal valore di circa 3 miliardi di euro, pari a circa 3,5 miliardi di dollari, che segna una svolta nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi e, più in generale, negli equilibri del Mediterraneo orientale.

La firma, avvenuta a Tel Aviv alla presenza delle massime cariche dei due dicasteri della Difesa, ha ufficializzato un negoziato che durava da quasi tre anni e che era stato anticipato da indiscrezioni già nello scorso mese di luglio. Il ministero della Difesa israeliano ha definito l’operazione come il più grande contratto di esportazione di materiale bellico mai concluso tra Israele e Grecia, nonché uno dei più rilevanti dell’intera storia dello Stato ebraico, concretizzando una collaborazione che negli ultimi anni ha assunto contorni sempre più strategici.

Un sistema multistrato contro le minacce moderne

L’architettura dello “Scudo di Achille” si basa su una combinazione di sistemi di difesa aerea di produzione israeliana, progettati per operare in sinergia su diversi livelli e fronteggiare un ventaglio di minacce estremamente variegato, che spazia dai missili balistici e da crociera fino ai droni e agli aerei nemici.

L’intesa, come spiegato in un comunicato congiunto, prevede la fornitura alla Grecia di numerosi sistemi tra cui il David’s Sling (la “Fionda di Davide”), sviluppato da Rafael, e il sistema SPYDER, anch’esso prodotto da Rafael, insieme al sistema BARAK MX, realizzato da Israel Aerospace Industries (IAI).

L’intera rete sarà integrata da un nuovo sistema nazionale di comando e controllo, sviluppato da Rafael, che fungerà da cervello elettronico per coordinare la difesa e che utilizzerà anche software basati su intelligenza artificiale per elaborare i dati provenienti dai radar e classificare le minacce in tempo reale, suggerendo il sistema di intercettazione più adatto. Il progetto includerà anche radar multimissione E/LM-2084 MMR, prodotti da ELTA Systems, una sussidiaria di IAI, che saranno cruciali per la sorveglianza aerea e il tracciamento delle traiettorie dei bersagli.

La dimensione industriale e il trasferimento tecnologico

L’accordo, che va ben oltre una semplice operazione di acquisto di materiale, si configura come un ambizioso programma di cooperazione industriale che coinvolgerà attivamente le aziende greche. Secondo quanto riportato, almeno il 25% del valore complessivo delle commesse sarà destinato a imprese locali, che parteciperanno allo sviluppo tecnologico e alla realizzazione delle infrastrutture.

Un aspetto che ha rappresentato una delle richieste centrali di Atene durante i negoziati, che ha ottenuto anche un significativo trasferimento di conoscenze e tecnologie dall’industria della difesa israeliana a quella greca, nonché un accesso al codice sorgente dei software per garantire maggiore autonomia nella manutenzione e negli aggiornamenti futuri.

Questo progetto, come sottolineato dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz, riflette non solo l’eccellenza tecnologica di Israele e le sue comprovate prestazioni operative sul campo, ma rappresenta anche uno strumento fondamentale per rafforzare le capacità delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ampliare l’influenza nella politica estera e sostenere l’economia nazionale, consolidando un trend che ha portato le esportazioni militari israeliane a superare i 19 miliardi di dollari lo scorso anno.

Un accordo che ridisegna gli equilibri nel Mediterraneo

La firma dello “Scudo di Achille” rappresenta un tassello fondamentale nella crescente alleanza strategica tra Grecia, Israele e Cipro, una partnership nata inizialmente attorno ai dossier energetici del Mediterraneo orientale e che si è progressivamente estesa alla cooperazione militare e di intelligence.

La scelta di Atene di affidare a Tel Aviv il proprio più ambizioso programma di potenziamento della difesa aerea dell’ultimo decennio è letta come una chiara mossa in funzione anti-turca, in un contesto di annose dispute sui confini marittimi, sul ruolo nella regione e sulle recenti tensioni in Siria.

Il ministro della Difesa greco, Nikos Dendias, che ha partecipato alla firma, aveva recentemente definito la Turchia una “minaccia chiara e ben definita”, mentre da parte turca, sebbene non sia arrivato un commento diretto sull’accordo, il clima resta di forte irritazione, con il governo di Ankara che monitora costantemente gli sviluppi che potrebbero incidere sulla propria sicurezza nell’Egeo.

L’operazione, infatti, potrebbe creare una rete di sorveglianza avanzata che, sfruttando la compatibilità tecnologica con Cipro, estenderebbe l’ombrello protettivo israeliano fino a chiudere idealmente l’area del Mediterraneo orientale, andando a toccare anche le rotte strategiche e la dottrina della “Patria Blu” (Blue Homeland) cara ad Ankara.

L’accordo aggiuntivo sui sistemi anti-drone

Nella stessa giornata, al termine della cerimonia per la firma del mega-contratto, è stato siglato anche un accordo separato, dal valore di 26 milioni di euro, per la vendita alla Grecia dei sistemi anti-drone Drone Dome, prodotti dall’azienda Rafael. Questi sistemi, pensati per la difesa di punti strategici e siti sensibili, sono progettati per neutralizzare velivoli senza pilota (UAV) e droni, andando a rafforzare le difese già esistenti e a completare l’articolato sistema di difesa multistrato che costituisce il cuore dell’intero progetto “Scudo di Achille”.

L’accordo, dunque, non solo dota la Grecia di una capacità difensiva integrata tra le più avanzate al mondo, ma sancisce un’alleanza che, nel clima di crescente competizione geopolitica, appare destinata a influenzare profondamente gli scenari di sicurezza dell’intera area.

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