Omicidio di Antonio Bellocco, le pressioni del clan per entrare nella Curva Nord

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Andrea Beretta, capo ultrà della Curva Nord interista, è stato arrestato per l'omicidio di Antonio Bellocco, rampollo di una delle famiglie di 'ndrangheta più influenti della Piana di Gioia Tauro. Bellocco è stato assassinato con una ventina di coltellate dopo un litigio avvenuto il 4 settembre fuori dalla palestra Testudo di Cernusco sul Naviglio. Le dichiarazioni di Beretta ai pm rivelano che il clan Bellocco avrebbe fatto pressioni per entrare nel direttivo della Curva Nord, ottenendo così libero accesso al cuore del tifo organizzato nerazzurro e partecipare alla spartizione dell’indotto "nero" di San Siro.

L'ingresso di Bellocco nella Curva Nord è avvenuto con il favore dei vertici del tifo nerazzurro, tra cui lo stesso Beretta, per fermare le presunte pressioni delle cosche ad entrare nel business della curva. Questo scenario si inserisce in un contesto di violenza e criminalità che ha visto l'omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo della Nord, ucciso il 29 ottobre 2022. Le dinamiche interne alla Curva Nord sono ora in subbuglio, con la necessità di trovare nuovi equilibri dopo l'omicidio di Bellocco.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo hanno portato alla luce un quadro complesso di alleanze e rivalità tra le tifoserie di Milan, Inter e Juventus. I verbali di un collaboratore di giustizia a Catanzaro dipingono nuovi scenari di una "santa alleanza" tra le tifoserie, che va oltre la comune passione per lo sport. La Curva Nord interista, dopo l'omicidio di Bellocco, cerca nuovi equilibri dentro e fuori dal campo, mentre la Curva Sud milanista sembra aver trovato un interlocutore in "Totò 'u nanu".

La vicenda mette in luce il legame tra criminalità organizzata e tifo calcistico, un fenomeno che non è nuovo ma che continua a evolversi e a influenzare il mondo del calcio. Le pressioni dei clan per entrare nelle curve degli stadi rappresentano una minaccia non solo per la sicurezza, ma anche per l'integrità dello sport.

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