Love Again, Céline Dion dietro la macchina da presa e il mistero dei messaggi all'amato scomparso

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dall'omonimo romanzo di Sofie Cramer, già trasposto con successo in Germania nel film "SMS für Dich", nasce "Love Again", la commedia romantica in onda in prima visione televisiva. La pellicola, che il regista e sceneggiatore James C. Strouse ha curato per il pubblico internazionale, intreccia con una trama dai toni a tratti malinconici le vicende di Mira, un'illustratrice per l'infanzia paralizzata dal lutto per la perdita del compagno, e Rob, un giornalista musicale alle prese con un articolo su una star. Il filo che li unirà, in modo del tutto inaspettato, sarà proprio quel vecchio numero di cellulare, ormai riassegnato, al quale la giovane donna continua a inviare messaggi pieni di struggente nostalgia, convinta di colloquiare, in un monologo digitale, con l'amato scomparso.

Il doppio ruolo di Céline Dion, tra schermo e colonna sonora

Elemento cardine della narrazione, che ne permea l'atmosfera e ne segna anche le scelte produttive più singolari, è la presenza di Céline Dion. La cantante, infatti, non si limita a fornire gran parte della colonna sonora, le cui note fungono da sfondo emotivo e talvolta da catalytico per i personaggi, ma fa qui il suo esordio come attrice in un ruolo di finzione, interpretando una versione di se stessa. Per garantire la massima autenticità anche nella versione francese della pellicola, la Dion ha personalmente doppiato le proprie battute, un dettaglio che sottolinea il suo coinvolgimento totale nel progetto. Il film, del resto, esplora esplicitamente il potere quasi terapeutico della sua musica, utilizzandola come ponte narrativo tra il dolore irrisolto e la possibilità di un nuovo inizio.

Un cameo coniugale e la struttura di un classico romantico

Tra le curiosità che arricchiscono il cast, spicca un'apparizione dal sapore privato: durante una scena di un appuntamento andato male per il personaggio di Mira, interpretato da Priyanka Chopra Jonas, a fare la parte dell'uomo insopportabile è chiamato nientemeno che Nick Jonas, il marito dell'attrice nella vita reale. La trama, che procede attraverso equivoci e rivelazioni tipici del genere, conduce verso un finale che, pur rispettando le convenzioni del lieto fine e del ricongiungimento, cerca una sua profondità nella trattazione del processo di elaborazione di un dolore acuto. L'attenzione si sposta, infatti, dalla semplice dinamica degli innamorati che si cercano alla possibilità di trovare una nuova voce, e un nuovo destinatario, per sentimenti che sembravano ormai cristallizzati nella memoria.

Dal romanzo allo schermo, un adattamento che cambia lingua ma non cuore

La storia, dunque, compie un viaggio transnazionale che parte dalla pagina del libro bestseller di Cramer, passa per la prima traduzione cinematografica in lingua tedesca, e approda a questa nuova versione in inglese. Il nucleo narrativo, però, rimane saldo: è quello di una comunicazione affettiva che, perso il suo canale naturale, si affida alla tecnologia in un gesto disperato e poetico, trovando poi, per caso, una strada imprevista verso il presente. Il film gioca proprio su questo cortocircuito tra il digitale, percepito come spazio asettico, e il carico umano di quelle parole in cerca di un orecchio, mostrando come a volte il destino possa nascondersi dietro un semplice cambio di intestatario di una linea telefonica.

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