Dispersi sul Gran Sasso, le ricerche continuano
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Redazione Interno
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CAMPO IMPERATORE – L'ultima speranza è che Luca Perazzini e Cristian Gualdi, i due alpinisti dispersi da domenica pomeriggio sul Gran Sasso, abbiano trovato un riparo, un anfratto, uno stazzo abbandonato, ce ne sono ancora lassù a 2200 metri di altezza, sull'altipiano di Campo Imperatore che Fosco Maraini definì il "piccolo Tibet d'Abruzzo". Tuttavia, a cinque giorni dall'appello lanciato dai due amici, escursionisti esperti e innamorati della montagna, le condizioni meteo proibitive hanno costretto più volte anche i soccorritori a fermarsi.
Le ricerche, coordinate dal Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, sono riprese oggi con l'impiego di elicotteri e un sonar per individuare i cellulari spenti. "Il nostro lavoro è quello di andare a cercare le persone e portarle a casa vive", ha dichiarato Daniele Perilli, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo. Le condizioni meteo dovrebbero essere buone e dovremmo risolvere. Avremo le ricerche con gli elicotteri e in quota ci saranno almeno venti soccorritori.
Nonostante il tempo trascorso e la neve caduta, la speranza dei soccorritori è quella di trovare i due alpinisti vivi. I quattro uomini del soccorso della Guardia di Finanza che giovedì si sono spinti nel Vallone dell'Inferno, dove Luca e Cristian avevano detto di essere scivolati, non hanno trovato alcuna traccia. La situazione è critica, ma le ricerche continuano senza sosta, con la speranza che un miracolo possa avverarsi.




