Israele e Libano sull'orlo di una nuova guerra
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Redazione Esteri
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Israele ha chiuso lo spazio aereo nel nord del Paese, da Hadera fino al confine con il Libano, per 24 ore. La decisione è stata presa dopo un raid su Beirut che ha colpito una riunione del comando delle forze d'élite di Hezbollah, l'unità al-Radwan, uccidendo 16 membri del gruppo. Tra le vittime, anche il comandante Ibrahim Aqil, noto per il suo ruolo negli attacchi contro i Marines americani nel 1983 e nelle incursioni in Israele. Hezbollah ha confermato la morte di un secondo alto comandante, Ahmed Wahbi, nell'attacco israeliano a sud di Beirut.
L'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Danon, ha dichiarato che Israele adotterà tutte le misure necessarie per proteggere i suoi cittadini e consentire ai residenti del nord di tornare alle loro case. La tensione tra i due Paesi è palpabile, con il timore che razzi di Hezbollah possano colpire aerei civili. Solo i mezzi dell'Aeronautica israeliana sono autorizzati a volare sui cieli settentrionali.
La situazione è resa ancora più complessa dalle dichiarazioni di Hamas, che ha promesso ritorsioni contro Israele per l'attacco. Gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per l'escalation della violenza nella regione. La chiusura dello spazio aereo e le operazioni militari in corso indicano che Israele è pronto a rispondere a qualsiasi minaccia proveniente dal Libano.
Il raid su Beirut è stato visto come un'opportunità per Israele di colpire duramente Hezbollah, approfittando del momento di incertezza e disorientamento del gruppo libanese




