Sciopero generale blocca i trasporti: cancellati voli, fermi treni e bus, corteo a Torino
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Redazione Interno
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Una giornata di disagi si prospetta per milioni di italiani a causa dello sciopero generale di 24 ore, indetto dai sindacati di base – tra cui Usb, Cub e Cobas – che ha già portato alla cancellazione di due voli e minaccia di paralizzare buona parte dei servizi pubblici e privati. L’agitazione, iniziata ieri alle 21, coinvolge tutti i settori, dalla scuola alla sanità, ma è nel sistema dei trasporti che si concentrano le maggiori criticità, con possibili ritardi o soppressioni di corse per treni, autobus, tram e metropolitane. A Torino, dalle 9.30, è previsto un corteo che attraverserà il centro cittadino.
Le motivazioni alla base della protesta, definite da alcuni "farneticanti", ruotano attorno alla gestione della spesa pubblica, accusata di privilegiare il riarmo a scapito di servizi essenziali come sanità, istruzione e mobilità. «Il diritto di sciopero è un presidio di libertà», ricorda la Costituzione all’articolo 40, ma il suo esercizio, seppur legittimo, rischia di lasciare a piedi migliaia di pendolari e viaggiatori. Già nel comparto ferroviario, dove lo stop ha interessato Trenitalia e Trenitalia Tper, si registrano le prime ripercussioni, mentre nel trasporto aereo, nonostante le fasce garantite, due voli sono stati annullati in anticipo.
La mobilitazione, che coinvolge anche il trasporto navale e le autostrade, è stata promossa da una galassia di sigle minori – tra cui Sgb, Fisì e Flai – le quali denunciano un’eccessiva militarizzazione del bilancio statale a discapito del welfare. Sebbene le soft law regolino l’esercizio dello sciopero, evitando il caos totale, l’effetto concreto è una riduzione dell’offerta di mezzi pubblici, con disagi diffusi soprattutto nelle grandi città. Senza contare il possibile impatto sui servizi sanitari, già sotto pressione, dove il personale aderente alla protesta potrebbe limitare gli interventi non urgenti.




