La strada in salita di Chiara Ferragni per rilanciare il suo impero
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Redazione Economia
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Chiara Ferragni, imprenditrice digitale e icona del fashion, si trova oggi a navigare in acque agitate, tra difficoltà finanziarie e la necessità di ricostruire un’immagine scalfita dagli eventi degli ultimi due anni. Le perdite economiche, che superano i 10 milioni di euro, rappresentano solo una parte del problema. Il vero nodo da sciogliere è quello legato alla reputazione, messa a dura prova dal caso noto come “pandoro-gate”, che ha gettato un’ombra pesante sul suo brand.
Ieri, però, un primo segnale di ripresa è arrivato dall’assemblea di Fenice, la holding che gestisce i marchi legati all’imprenditrice. Con un voto favorevole, è stato approvato un aumento di capitale da 6,4 milioni di euro, una mossa necessaria per cercare di rilanciare un’azienda che fatica a ritrovare la stabilità. La decisione, sostenuta da Sisterhood – la holding di Ferragni che detiene il 32,5% delle quote – e da Alchimia, società di Paolo Barletta con il 40%, rappresenta un tentativo di voltare pagina dopo un periodo di turbolenze.
Sul fronte dell’immagine, invece, Ferragni ha già iniziato a muovere i primi passi verso una riabilitazione pubblica. Durante l’ultima settimana della moda milanese, è riapparsa in prima fila a una sfilata, circondata da altri vip, in un’occasione che ha segnato simbolicamente il suo ritorno sulla scena. Un gesto apparentemente semplice, ma carico di significato, che dimostra come l’imprenditrice stia cercando di riconquistare lo spazio perduto.
Non solo eventi pubblici, però. Ferragni ha scelto di celebrare questo nuovo inizio anche attraverso i social, dedicando un post ai suoi due cani, Paloma e Matilda. In una felpa con i volti degli animali e la scritta “Per i nuovi inizi”, l’imprenditrice ha voluto lanciare un messaggio di rinascita, accompagnato da un mazzo di fiori portato in ufficio per ringraziare i collaboratori. Un gesto che, al di là del suo valore affettivo, sembra voler simboleggiare una nuova fase, non solo personale ma anche professionale.
Il percorso di Ferragni, però, non è privo di ostacoli. Il caso del pandoro, che ha portato a perdite milionarie e a un’inevitabile erosione della fiducia del pubblico, rimane un punto dolente. La sua capacità di risollevarsi dipenderà non solo dalle strategie finanziarie, come l’aumento di capitale appena approvato, ma anche dalla sua abilità nel ricostruire un rapporto autentico con il pubblico, che negli ultimi tempi ha mostrato segni di scetticismo.




