Manovra, stangata fiscale sulle auto aziendali dei dipendenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La legge di bilancio 2025 introduce significative modifiche alla disciplina delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti, con un impatto rilevante sulla determinazione del valore del fringe benefit. La nuova normativa, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2025, prevede che il calcolo del beneficio in natura derivante dall'uso dell'auto aziendale sia basato non solo sulle emissioni di anidride carbonica, ma anche sulla tipologia di alimentazione del veicolo. In particolare, saranno avvantaggiati i veicoli elettrici e ibridi plug-in, mentre quelli con motore termico, come benzina e diesel, subiranno un aumento della tassazione.

Il provvedimento, che sembra riflettere un'insospettabile inclinazione ecologista del governo di centro-destra, contiene tuttavia un'anomalia: le vetture con emissioni di CO2 superiori a 190 g/km, nonostante siano altamente inquinanti, beneficeranno di un trattamento fiscale più favorevole rispetto ad altre categorie di veicoli. Questa incongruenza potrebbe generare polemiche e richieste di chiarimenti da parte degli operatori del settore.

Il mercato delle auto elettriche in Italia procede a rilento, e le istituzioni stanno cercando di incentivare l'adozione di veicoli a basse emissioni attraverso misure fiscali più severe per i veicoli a benzina e diesel, attualmente i più diffusi nelle flotte aziendali. La legge di bilancio prevede inoltre una revisione delle regole fiscali che potrebbe avere ripercussioni significative sull'acquisto di veicoli aziendali, con un raddoppio delle tasse per gli utilizzatori di auto aziendali a motore termico.

La nuova normativa rappresenta un tentativo del governo di promuovere una mobilità più sostenibile, ma la sua applicazione pratica potrebbe rivelarsi complessa e suscettibile di ulteriori modifiche.

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