Ceccardi attacca l'Ue sulla cybersicurezza dopo l'incidente all'aereo di von der Leyen
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Redazione Esteri
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L’eurodeputata della Lega Susanna Ceccardi ha criticato con durezza l’Unione europea, a Bruxelles, in merito alle interferenze subite dal segnale Gps dell’aereo della presidente della Commissione Ursula von der Leyen durante un recente volo in Bulgaria. “L’Unione europea”, ha dichiarato in un’intervista, “spende ogni anno 42 milioni per l’agenzia per la cybersicurezza che si trova in Grecia, e poi non riesce nemmeno a difendere l’aereo su cui viaggia von der Leyen durante le sue missioni”.
L’episodio, avvenuto il primo settembre durante l’atterraggio a Plovdiv, è stato inizialmente etichettato come un atto di sabotaggio di matrice russa, un’ipotesi prontamente avanzata da diversi ambienti politici e mediatici europei che parlarono esplicitamente di un attacco ibrido. Queste ricostruzioni, tuttavia, hanno incontrato il scetticismo di numerosi esperti tecnici, i quali hanno fatto notare come il jamming – il disturbo alle trasmissioni radio – sia un fenomeno purtroppo comune in quelle zone di conflitto, e non necessariamente un’azione mirata contro un singolo velivolo.
Emerse, in seguito, che un’interferenza analoga, e persino più grave, aveva già colpito lo stesso aereo il giorno prima, il 30 agosto, mentre sorvolava l’Estonia e il Mar Baltico; in quell’occasione, la navigazione rimase compromessa per undici minuti. Quelle aree sono da tempo soggette a intense attività di disturbo dei segnali, un fatto noto agli addetti ai lavori che ha contribuito a ridimensionare la portata della prima, impulsiva accusa verso Mosca




