Campagnolo abbassa il prezzo del 13 velocità: ecco il nuovo Record wireless
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Se il lancio del Super Record, avvenuto poco più di un anno fa, aveva rappresentato una dichiarazione di intenti tecnici senza compromessi, l’arrivo del nuovo Record 13v Wireless segna invece il momento in cui quella stessa tecnologia – parliamo dell’architettura wireless a 13 rapporti – diventa effettivamente una scelta di mercato per un numero più ampio di ciclisti. L’operazione, chiara nella sua strategia, non si limita a un semplice declassamento del top di gamma, ma introduce una piattaforma completa che, pur condividendo la base con la sorella maggiore, ne ridisegna il posizionamento economico con un taglio che può raggiungere il 37% sul prezzo. Tradotto in numeri, e a seconda della configurazione scelta, si parla di un risparmio compreso tra i 1.200 e i 1.600 euro, una forbice che sposta il gruppo italiano direttamente sul terreno di caccia di Shimano Ultegra Di2 e Sram Force AXS.
Le scelte progettuali che abbassano il costo (e alzano il peso)
Per arrivare a questo risultato, gli ingegneri di Vicenza hanno operato una serie di modifiche mirate, concentrate principalmente sui materiali e sulle lavorazioni piuttosto che sull’elettronica o sulla funzionalità base. L’asse del movimento centrale, che nel Super Record è in titanio, diventa qui in acciaio; i cuscinetti perdono la specifica ceramica per tornare all’acciaio, e il carbonio del forcellino posteriore lascia spazio a un composito rinforzato. La conseguenza diretta di queste scelte, lecite in ottica industriale, si traduce in un aumento del peso che varia dai 208 ai 342 grammi a seconda della versione: la configurazione 2x13 stradale, la più venduta, si attesta su 2.783 grammi dichiarati, contro i 2.480 del Super Record. Una differenza che, sulla bilancia di un amatore, pesa meno della differenza in portafoglio.
Record X, strada e gravel: le cinque anime della piattaforma
La novità principale, oltre al prezzo, risiede nella volontà di Campagnolo di presentare l’intero ecosistema in una sola soluzione, senza attendere i consueti lanci frammentati. L’offerta si articola in cinque distinti allestimenti: troviamo il Record 2x13 Road (immediatamente disponibile a 2.699 euro) e il Record 1x13 Road (più leggero, 2.656 grammi, ma atteso per luglio 2026). Per il fuoristrada leggero o il “all-road” spiccano le versioni con deragliatore posteriore dotato di frizione “Nano Clutch”; tra queste spicca il Record X 1x13 Gravel (2.130 euro), pensato per gestire cassette fino a 48 denti, e il Record 2x13 All Road (2.765 euro). Una gamma così articolata, che copre ogni segmento del manubrio curvo, suggerisce che il marchio italiano non voglia più limitarsi a un pubblico di puristi, ma punti a riconquistare spazio sui cataloghi dei grandi costruttori.
Le prime bike in gamma: De Rosa e Orbea accolgono il 13v
Il segnale che il mercato sta recependo il messaggio arriva dalle prime collaborazioni annunciate in contemporanea al lancio tecnico. La casa spagnola Orbea, che storicamente basa la sua forza sulla varietà di allestimenti (spaziando tra Sram e Shimano), ha già integrato il nuovo gruppo nella propria offerta con cinque modelli specifici. Troviamo la Orca OMX M22 LTD PWR equipaggiata con Record e misuratore di potenza (7.999 euro), affiancata da versioni gravel come la Terra Race M12 LTD 1X PWR, che invece monta il Super Record X, il top di gamma dedicato allo sterrato. Sulla stessa lunghezza d’onda si muove De Rosa, che celebra i 70 anni di attività (il 2026 è un anniversario importante per il marchio lombardo) con l’edizione speciale “70 Origine”: una bici dipinta con due tonalità di rosso intrecciate, che anticipa la collezione 26/27 e funge da vetrino per osservare il nuovo Record montato su un telaio dal pedigree storico, rinsaldando quella relazione decennale che lega i due marchi tricolori.




