Suicidio a Senigallia, il dolore di una madre

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Viktoryia Ramanenka, madre di Leonardo Calcina, ha recentemente seppellito suo figlio, un ragazzo di appena 15 anni che si è tolto la vita non lontano dalla loro casa a Senigallia, utilizzando la pistola del padre. Il dolore della signora Ramanenka è profondo ma dignitoso, e ora chiede giustizia, lanciando un'accusa dura a chi non ha raccolto il grido d'aiuto di suo figlio.

Durante le esequie, la madre ha espresso la sua fede nella giustizia, sia terrena che divina, e ha rivolto una velata accusa ai bulli che per settimane hanno tormentato Leonardo e a chi non ha saputo cogliere la fragilità del ragazzo. Leonardo Calcina, descritto come un giovane sensibile, generoso e altruista, si è tolto la vita con la pistola d'ordinanza del padre, presumibilmente a causa di episodi di bullismo.

Viktoryia, originaria di Minsk e contabile con una laurea in economia e commercio, ha raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera il rapporto simbiotico che aveva con il figlio, un legame di puro amore. Leonardo, che somigliava alla madre anche nel carattere, era un ragazzo serio e caparbio, con una memoria di ferro. Cresceva a vista d'occhio, praticava nuoto e judo, e sognava di indossare una divisa, magari come vigile del fuoco o nella marina militare.

La madre di Leonardo ha dichiarato che la scuola avrebbe dovuto proteggerlo e che non perdona chi ha ignorato il grido d'aiuto del figlio. Chiede che si faccia chiarezza e che cada il muro di omertà all'interno dell'istituto scolastico.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.