Senigallia, Ministero esamina il caso di suicidio di uno studente
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Redazione Interno
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Un tragico episodio ha scosso Senigallia, dove un ragazzo di 15 anni si è tolto la vita. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha avviato verifiche sul caso, sollevando interrogativi e preoccupazioni sulla sicurezza e il benessere degli studenti. La vittima, un adolescente che ha sofferto a lungo di vessazioni da parte di altri alunni, ha utilizzato la pistola del padre, un vigile urbano, per commettere l'estremo gesto.
La Procura ha aperto un'indagine per istigazione al suicidio contro ignoti. Inizialmente, la Procura ordinaria ha preso in carico il caso, ma, una volta appurato che coinvolgeva minorenni, il fascicolo è stato trasferito alla Procura dei Minori, sotto la direzione della procuratrice Cristina Tedeschini. Quest'ultima ha chiesto un serrato silenzio sulla vicenda per proteggere e tutelare i minori coinvolti.
Una compagna di classe di Leonardo, la vittima, ha scritto una lettera ai genitori del ragazzo, esprimendo il suo dolore e il suo senso di colpa per non essere riuscita a difenderlo dalle vessazioni. La ragazza ha raccontato di aver cercato di essere più forte delle "vocine" che tormentavano Leonardo, ma di non esserci riuscita. Ha anche condiviso la sua esperienza personale di bullismo e di aver pensato al suicidio, ma nonostante ciò, non è riuscita a comprendere appieno il dolore di Leonardo.
Nel frattempo, sui social media, uno dei presunti bulli ha postato una frase che ha indignato gli amici di Leonardo: "State tranquille mamme, se litighiamo con qualcuno è più probabile che ci veniate a prendere dalla questura che in ospedale".




