Fiera Milano: dopo le Olimpiadi resta a Rho il Live Dome, investimenti per 237 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con un ventennale appena festeggiato per il polo di Rho Pero e un quarto di secolo di attività all’orizzonte per la sua Fondazione, Fiera Milano non guarda al passato ma stila invece un ambizioso piano per i prossimi tre anni. Un programma di investimenti, presentato dal presidente Giovanni Bozzetti, che ammonta a 237 milioni di euro e che punta a ridisegnare ulteriormente il volto dell’area, consolidandone il ruolo di hub economico e di intrattenimento di levatura internazionale. La premier Giorgia Meloni, inviando i suoi auguri per l’anniversario, ha sottolineato come la realtà milanese sia ormai «tra le principali in Europa e nel mondo», un luogo emblematico dove «si generano sviluppo, competitività e occupazione» attraverso l’incontro tra imprese e mercati globali.

Il cuore del piano: dal centro Rai al palazzetto da record

Tre sono i pilastri principali su cui si articola la strategia 2026-2028, ciascuno dei quali destinato a lasciare un segno concreto. Il primo riguarda la realizzazione del nuovo centro di produzione Rai, un’operazione che da sola catalizza una parte significativa delle risorse stanziate. Il secondo elemento, forse il più spettacolare, concerne l’ampliamento del cosiddetto Live Dome, uno spazio polivalente che, una volta completato, diverrà il più grande palazzetto per eventi indoor d’Europa. Bozzetti, nel presentarlo, non nasconde un legittimo orgoglio, ricordando come la capienza prevista di 45 mila posti in piedi surclassi quella di strutture analoghe come La Défense Arena di Parigi, ferma a 40 mila, o delle milanesi Santa Giulia e Unipol Forum. L’obiettivo, sfidante, è quello di aprire i battenti nel gennaio del 2027, a pochi mesi dalla conclusione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, dei quali il polo fieristico sarà una delle sedi centrali.

Fiera Milano Lab e la rigenerazione del territorio

Completa il quadro la nascita di Fiera Milano Lab, una nuova infrastruttura concepita per ospitare attività congressuali e format fieristici di dimensioni più contenute, dimostrando così un’attenzione anche verso quel tessuto di piccole e medie imprese che costituisce l’ossatura dell’economia nazionale. Il presidente Bozzetti ha voluto enfatizzare, nel corso della presentazione, la filosofia sottesa a questo imponente sforzo economico: non si tratta semplicemente di costruire edifici, ma di «costruire il futuro» del sistema fieristico e, in stretta simbiosi, del territorio che lo ospita. Una visione che vede nella rigenerazione urbana e nello sviluppo economico due facce della stessa medaglia, per cui la valorizzazione dell’uno produce inevitabilmente benefici per l’altro.

L’eredità olimpica e il posizionamento internazionale

La tempistica degli interventi non è casuale e si lega a doppio filo con il grande evento sportivo del 2026. Le Olimpiadi, infatti, rappresentano non solo un’occasione di visibilità mondiale ma anche un potente acceleratore per progetti infrastrutturali di lunga gestazione. Il Live Dome, in particolare, si candida a ereditare il testimone dell’onda olimpica, trasformandosi da struttura di supporto ai Giochi a permanente punto di riferimento per il live entertainment continentale. L’investimento totale, che supera di circa 56 milioni di euro quello previsto dal piano triennale precedente, intende quindi lanciare un segnale preciso sulla volontà della Fondazione di giocare un ruolo da protagonista nello scenario globale, capitalizzando le opportunità create dall’appuntamento a cinque cerchi e garantendo al distretto di Rho Pero una centralità duratura ben oltre la festa olimpica.

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