Torino, alle Molinette un software con intelligenza artificiale guida la terapia dei tumori al fegato

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La radiologia interventistica, che da anni consente di trattare lesioni oncologiche senza il bisturi, compie un ulterissimo passo avanti grazie all’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale nella pratica clinica quotidiana. Presso l’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, infatti, è stato introdotto in via definitiva – primo caso in una struttura pubblica italiana – un software che, sfruttando algoritmi avanzati, analizza in tempo reale l’esito delle ablazioni termiche per neoplasie epatiche. Il sistema, denominato Ablation-Fit e sviluppato da Raw Srl, elabora immediatamente dopo l’intervento le immagini tac acquisite, fornendo al medico radiologo interventista una mappatura tridimensionale di immediata lettura sulla copertura della lesione trattata.

Come funziona l’analisi in sala operatoria

Durante la procedura di ablazione, la cui finalità è distruggere il tessuto tumorale mediante calore, la precisione nel posizionamento dell’ago e nel controllo dell’area trattata rappresenta un elemento decisivo per il successo della terapia. Il software, implementato nel dipartimento diretto dal professor Paolo Fonio, agisce in questa fase cruciale: incrocia i dati della tac pre-operatoria con quelli della tac di controllo effettuata subito dopo l’intervento, sovrapponendoli in modo automatico. Da questo confronto, reso possibile da complessi calcoli di deformazione dell’immagine che tengono conto, tra l’altro, della diversa espansione polmonare del paziente sotto anestesia, scaturisce una valutazione oggettiva della completa inclusione del tumore all’interno del “volume di ablazione”. Il radiologo, pertanto, dispone di una conferma visiva istantanea, che gli consente di intervenire nuovamente nella stessa sede qualora si rilevassero margini non sufficientemente coperti, un’eventualità che, se scoperta in ritardo, comprometterebbe l’efficacia del trattamento.

I vantaggi per una terapia personalizzata

L’adozione di questa tecnologia, che di fatto agisce come un assistente digitale di precisione, modifica profondamente il workflow operatorio, riducendo al minimo quel margine di incertezza legato all’interpretazione visiva delle immagini da parte dell’occhio umano. La rapidità di analisi, che avviene mentre il paziente è ancora in sala, elimina la necessità di successivi controlli radiologici a distanza di giorni per verificare l’esito, con un evidente beneficio in termini di tempestività e di riduzione dello stress per la persona in cura. Si tratta, in sostanza, di un affinamento della cosiddetta medicina personalizzata, dove la pianificazione e la verifica della terapia vengono calibrate sulle caratteristiche anatomiche specifiche del singolo caso, massimizzando l’efficacia del gesto terapeutico minimizzando al contempo l’invasività.

Il contesto della radiologia interventistica

Questo sviluppo si inserisce in un percorso di costante innovazione della radiologia interventistica, specialità che, negli ultimi decenni, ha radicalmente cambiato il approccio a diverse patologie oncologiche, offrendo alternative valide alla chirurgia tradizionale soprattutto per quei pazienti non candidabili a interventi maggiori. La possibilità di trattare neoplasie con metodiche percutanee guidate dall’imaging – delle quali l’ablazione a radiofrequenza o a microonde è uno degli esempi più consolidati – ha già di per sé significativamente ridotto i tempi di recupero e i rischi operatori. L’intelligenza artificiale, come dimostra l’esperienza torinese, non sostituisce la competenza e la decisione clinica dello specialista, ma la potenzia con dati quantitativi e visualizzazioni intuitive, rendendo un atto medico complesso più sicuro, riproducibile e standardizzabile.

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