Trapianto combinato cuore-fegato alle Molinette di Torino su un uomo con organi invertiti: intervento senza precedenti

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Redazione Salute Redazione Salute   -   All’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, un’équipe multidisciplinare ha portato a termine un intervento che non ha eguali nella letteratura medica mondiale: un trapianto combinato di cuore e fegato eseguito su un uomo di 32 anni nato con situs viscerum inversus totalis. Si tratta, per chi non lo sapesse, di una condizione congenita rarissima, la cui incidenza è stimata intorno a un caso ogni diecimila nati, in cui gli organi interni sono disposti in posizione perfettamente speculare rispetto alla norma — il cuore a destra, il fegato a sinistra, e così via. Nel caso specifico del paziente, un programmatore informatico originario della Campania di nome Daniele Cacciapuoti, la situazione era ulteriormente complicata dalla presenza, fin dalla nascita, di una grave cardiopatia congenita che aveva richiesto, nel corso degli anni, ben tre distinti interventi a cuore aperto durante l'infanzia e l'adolescenza -1-2.

Un quadro clinico aggravatosi nel tempo fino alla necessità del trapianto

Nonostante i precedenti interventi gli avessero permesso di raggiungere l’età adulta e di condurre una vita relativamente normale, la malformazione cardiaca aveva nel tempo causato un progressivo e inesorabile deterioramento della funzionalità epatica. Il fegato, infatti, sottoposto a una pressione circolatoria anomala, aveva sviluppato una cirrosi, sulla quale, nell’ultimo anno, si era innestata la comparsa di un carcinoma epatico. I tentativi di tenere sotto controllo la neoplasia con terapie interventistiche locali, sebbene inizialmente efficaci, si erano rivelati vani quando è comparso un nuovo nodulo, rendendo improrogabile la scelta di procedere con un trapianto combinato, che rappresentava l’unica possibilità concreta di sopravvivenza per il giovane. È stato a quel punto che i medici curanti in regione hanno deciso di riferire il caso all’eccellenza torinese -1-8.

La complessa sfida chirurgica dell’anatomia invertita

La vera e propria sfida, per i chirurghi guidati da nomi di spicco della cardiochirurgia e della chirurgia epatica come Mauro Rinaldi, Carlo Pace Napoleone, Massimo Boffini e Renato Romagnoli, non consisteva solamente nella complessità intrinseca di un doppio trapianto, ma soprattutto nella necessità di adattare degli organi sani, prelevati da un donatore con anatomia normale, all’interno di un torace e di un addome configurati al contrario. Per superare l’ostacolo, è stata messa a punto una strategia innovativa: i chirurghi hanno deciso di mantenere il cuore e il fegato del donatore in continuità anatomica, procedendo al prelievo e all’impianto di un unico “blocco” di organi. Quando, una sera, il Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte ha segnalato la disponibilità di un donatore compatibile, si è attivata una macchina organizzativa complessa che ha coinvolto decine di professionisti: un’équipe si è recata nell’ospedale del donatore per il prelievo del blocco cuore-fegato, mentre alle Molinette si preparava il campo operatorio per riceverlo -1-8.

Diciassette ore di operatoria e un decorso post-operatorio complesso

L’intervento, che ha richiesto diciassette ore complessive di sala operatoria, di cui oltre dodici di chirurgia effettiva, ha costretto i medici a percorrere strade inesplorate, costruendo nuove connessioni vascolari con segmenti di vasi prelevati dallo stesso donatore per adattare la perfusione sanguigna alla geometria inversa del ricevente. La fase cruciale, come raccontato dai professionisti coinvolti, è stata quella del riavvio del blocco cuore-fegato: il momento in cui il sangue ha ripreso a scorrere fisiologicamente nei nuovi organi, dimostrando la riuscita dell’eccezionale procedura. Il decorso post-operatorio, come prevedibile per un intervento di questa portata e complessità, è stato gestito con successo dall’équipe di Cardio-Rianimazione con il supporto di infettivologi, nefrologi e chirurghi vascolari; al momento il paziente è ricoverato nell’area semintensiva chirurgica del Centro Trapianto Fegato e il suo percorso riabilitativo procede positivamente -1-8.

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