Catania, tenta di strangolare la compagna in videochiamata: arrestato 30enne
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Redazione Interno
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Un episodio di violenza domestica si è consumato nei giorni scorsi a Catania, dove un uomo di 30 anni è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della propria compagna. La vicenda, che poteva trasformarsi in una tragedia, è stata interrotta grazie alla tempestività di alcune amiche della vittima, le quali, durante una videochiamata, hanno assistito alle prime fasi dell’aggressione e hanno subito allertato i soccorsi.
La dinamica dell'aggressione
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra volante, la donna si trovava all'interno dell'abitazione della coppia intenta a conversare in videochiamata con un gruppo di amiche quando, all'improvviso, il compagno è entrato nella stanza intimandole di interrompere la comunicazione e di consegnargli il telefono. Al rifiuto della giovane, la discussione è rapidamente degenerata in una lite verbale dai toni accesi, per trasformarsi poi in un vero e proprio assalto fisico.
L'uomo ha prima sferrato calci e pugni alla compagna per poi tentare di strangolarla, con una violenza che ha lasciato intravedere le chiare intenzioni omicide del soggetto.
La chiamata delle amiche
Le amiche della vittima, che stavano seguendo la scena in diretta tramite il collegamento video, si sono rese conto immediatamente della gravità della situazione e non hanno esitato a contattare le forze dell'ordine. La loro prontezza di riflessi si è rivelata determinante per salvare la vita della donna, consentendo agli agenti di intervenire tempestivamente sul luogo dell'aggressione e bloccare il trentenne prima che potesse portare a termine il suo intento. La vittima è stata affidata alle cure dei sanitari per le lesioni riportate durante il violento assalto.
Il precedente del padre
Un particolare inquietante emerge dalla vicenda e riguarda la figura paterna dell'aggressore. Lo scorso 3 aprile, il padre del trentenne, appena uscito dal carcere, aveva accoltellato la propria ex moglie in strada, nel rione Picanello di Catania, macchiandosi di un reato analogo a quello per cui ora è stato arrestato il figlio. L'uomo, attualmente detenuto, aveva già dimostrato una pericolosità sociale che sembra purtroppo ripetersi nella condotta del figlio, il quale, secondo quanto appreso, vantava precedenti denunce per violenza.
L'arresto e le accuse
Il trentenne è stato condotto in carcere con l'accusa di tentato femminicidio, un reato che la magistratura contesta in tutta la sua gravità, considerando la ferocia dell'attacco e la chiara volontà di sopprimere la vittima. Gli investigatori stanno ora esaminando il contesto relazionale della coppia per comprendere se vi fossero stati altri episodi di violenza in precedenza o se l'aggressione rappresenti l'apice di un clima di oppressione e sopraffazione durato nel tempo.
L'indagine si concentra anche sulle parole scambiate durante l'alterco e sulle modalità con cui l'uomo ha agito, elementi che potranno chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti.




