Aggressione al Cardarelli, paziente tenta di strangolare un'operatrice: 21 giorni di prognosi

Aggressione al Cardarelli, paziente tenta di strangolare un'operatrice: 21 giorni di prognosi
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo, gravissimo episodio di violenza si è consumato all'interno dell'ospedale Cardarelli di Napoli, dove una operatrice socio-sanitaria è stata aggredita da un paziente in forte stato di agitazione che ha tentato di strangolarla. L'episodio è accaduto mentre la donna, in servizio nel reparto di Radiologia, stava effettuando il trasferimento di alcuni pazienti dal Pronto soccorso alla Radiologia; nel transitare nei locali del Ps, è stata improvvisamente affrontata dall'uomo che, senza un apparente motivo, le ha stretto le mani al collo.

Solo l'intervento provvidenziale dei colleghi presenti e delle guardie giurate in servizio ha evitato il peggio: dopo una breve colluttazione, l'aggressore è stato bloccato e l'operatrice è stata liberata e immediatamente soccorsa.

La dinamica dei fatti

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, la lavoratrice stava svolgendo le sue ordinarie mansioni quando, nei corridoi che collegano il Pronto soccorso agli altri reparti, è stata assalita alle spalle o di fronte dall'uomo, che le ha serrato le mani intorno alla gola. La prontezza dei riflessi del personale presente ha permesso di sottrarre la donna dalle mani dell'aggressore, scongiurando una tragedia che, stando alla dinamica dell'accaduto, appariva imminente.

La vittima, visibilmente sotto shock per il gravissimo trauma subito, è stata presa in carico dai medici della stessa struttura che le hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in 21 giorni.

La denuncia del sindacato e la spirale di violenza

A denunciare l'ennesimo atto di violenza ai danni del personale sanitario è Antimo Morlando, segretario della Sanità Pubblica della Fp Cgil Campania, che in una nota ha espresso "massima solidarietà e vicinanza alla collega aggredita".

"Non è più tollerabile che il personale sanitario debba rischiare la propria vita nello svolgimento del proprio dovere", ha sottolineato il sindacalista, aggiungendo che questo ennesimo episodio dimostra come, nonostante gli sforzi per innalzare le misure di sicurezza in alcune strutture, persistano ancora "zone e percorsi franchi" all'interno dei Pronto soccorso, dove gli operatori rimangono esposti a rischi mortali.

La Fp Cgil ha quindi rilanciato la richiesta di interventi urgenti per fermare la spirale di violenza, partendo da campagne di sensibilizzazione capillari, prima che si arrivi a un dramma irreparabile.

Le reazioni e il contesto

Alla condanna dell'accaduto si è unita anche l'Ugl Salute, che ha espresso piena solidarietà all'operatrice vittima dell'aggressione, definendo l'episodio come "l'ennesima, intollerabile dimostrazione" di quanto medici, infermieri e oss siano quotidianamente esposti a rischi che nulla hanno a che vedere con la loro missione di cura.

Nel frattempo, dalle prime informazioni disponibili, la vicenda è stata refertata come tentato omicidio e sono in corso accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica e chiarire le condizioni psicofisiche dell'aggressore al momento dei fatti. Questo episodio si inserisce in un quadro già allarmante per la struttura ospedaliera napoletana: solo nel 2025, all'interno del Cardarelli, si sono registrati 16 episodi di violenza che hanno coinvolto 21 operatori sanitari, con una prevalenza di aggressioni verbali ma anche numerosi casi di violenza fisica.

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