Caso Vildoza, il racconto dell'operatrice: "Presa per il collo, non so se tornerò su un'ambulanza"
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Redazione Sport
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Un breve duello stradale, scaturito da una manovra ritenuta un intralcio, è stato il preludio a un'aggressione che ha portato all'arresto, seppur breve, del cestista Luca Vildoza e di sua moglie Milica Tasic. L'episodio, accaduto all'uscita dal PalaDozza, ha visto come protagonista involontaria un'ambulanza della Croce Rossa, all'episodio impegnata in un intervento di soccorso, e la sua operatrice Tiziana D'Antonio, la quale, scesa dal mezzo per chiarire la dinamica con l'auto della coppia, si è invece trovata al centro di una colluttazione. La volontaria, che ha denunciato di essere stata insultata, presa per il collo e tirata per i capelli, ha riportato una prognosi di cinque giorni, trovandosi ora in uno stato di choc tale da mettere in dubbio un suo futuro ritorno al servizio sul mezzo di soccorso.
La dinamica dell'aggressione
Secondo la ricostruzione fornita dalla parte offesa, la quale ha presentato una denuncia, l'aggressione sarebbe cominciata non appena l'operatrice si è avvicinata all'autovettura. Vildoza, secondo quanto riferito, l'avrebbe afferrata per il collo, sollevandola da terra, in un gesto di violenza improvvisa che ha preceduto l'intervento della moglie. Milica Tasic, che è in stato di gravidanza, sarebbe infatti scesa a sua volta dall'auto per aggredire fisicamente la donna, tirandole con forza i capelli. L'intero episodio, concentrato in pochi minuti ma di notevole intensità, ha trasformato un banale incidente stradale in un caso giudiziario che vede entrambi gli accusati rispondere del capo di imputazione per lesioni a personale sanitario.
Le immediate conseguze giudiziarie
La coppia, come previsto dalla procedura, è stata trattenuta in manette per un periodo prima del rilascio, un passaggio che ha immediatamente riverberato i suoi effetti sulla professione del giocatore. La Virtus Bologna, infatti, si apprestava a partire per una trasferta di Eurolega in Francia, e Vildoza, sebbene abbia materialmente imbarcato sul volo charter della squadra, avrebbe potuto vedere la propria partecipazione alla gara messa in serio dubbio in caso di una convalida dell'arresto. La situazione, per quanto concerne gli sviluppi sportivi, è rimasta in sospeso, con il giocatore che tecnicamente era a disposizione della società ma con il peso di un'accusa penale già formalizzata.
La testimonianza della parte offesa
A emergere con chiarezza è la versione di Tiziana D'Antonio, la quale, coordinando l'equipaggio del mezzo di soccorso, si è trovata in prima linea durante l'alterco. La sua testimonianza, dettagliata e carica della tensione del momento, delinea una successione di eventi che va oltre il semplice scambio di insulti, configurando invece una vera e propria aggressione fisica in danno di una volontaria durante l'espletamento di un servizio di pubblica utilità. Il suo racconto, che parla di mani al collo e di strattonamenti, fornisce alla magistratura gli elementi per valutare la sussistenza del reato contestato, dipingendo un quadro di un'escalation di violenza ingiustificata.




