Vildoza e la moglie rimessi in libertà dopo l'aggressione a un'operatrice del 118
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La notte che ha seguito la vittoria della Virtus Bologna in Eurolega si è conclusa in questura per il playmaker argentino Luca Vildoza e per la moglie, la pallavolista serba Milica Tasic, arrestati dalla polizia con l’accusa di lesioni a personale sanitario. L’episodio, che ha visto come protagonista un’operatrice di un’ambulanza, si è consumato nelle strade adiacenti al Paladozza, dove pochi minuti prima la squadra aveva celebrato il suo successo. Secondo le prime ricostruzioni, la coppia, alla guida della propria autovettura, avrebbe inizialmente ostacolato il passaggio di un mezzo di soccorso, già diretto verso un intervento urgente, innescando una spirale di tensioni che è poi degenerata in uno scontro fisico.
La decisione della Procura
A poche ore dall’arresto, la Procura ha tuttavia disposto la loro rimessa in libertà, rinunciando – come spesso accade quando sono necessari ulteriori accertamenti – a procedere con un giudizio in direttissima. Una scelta, questa, che non implica l’archiviazione del caso ma che mira a consentire indagini più approfondite sulla dinamica dei fatti, la quale, stando a quanto affermato dal legale difensore, presenterebbe elementi di complessità non emersi nel primo concitato resoconto. L’avvocato Mattia Grassani, che assiste il cestista, ha infatti sottolineato come la versione iniziale, basata sulle dichiarazioni degli operatori sanitari alle forze dell’ordine, non corrisponderebbe integralmente allo svolgimento reale degli eventi.
La ricostruzione dei fatti
La sequenza dell’accaduto prende le mosse da un contesto di viabilità ostruita, nel quale l’auto dei due coniugi si sarebbe trovata a impedire, seppur forse involontariamente, il transito dell’ambulanza in servizio. La reazione dell’operatrice, scesa dal mezzo per sollecitare lo sblocco della strada, avrebbe quindi dato adito a un alterco verbale, rapidamente trasformatosi in un’aggressione con esiti fisici, sebbene di lieve entità, che hanno costituito il fondamento giuridico per le accuse di lesioni. Di tutto questo, naturalmente, si occuperanno le prossime fasi istruttorie, chiamate a dipanare le responsabilità individuali di ciascuno.
Le implicazioni per l’indagine
La decisione del magistrato di rimandare l’udienza immediata riflette la volontà di vagliare con scrupolo ogni dettaglio, acquisendo eventuali filmati di videosorveglianza e ascoltando ulteriori testimoni, prima di formalizzare una qualsiasi imputazione. Questo approccio cautelare, se da un lato restituisce la libertà ai due indagati, dall’altro mantiene intatta la gravità delle circostanze, che vedono coinvolto del personale in servizio di pubblica assistenza, la cui incolumità è tutelata da norme specifiche. La vicenda giudiziaria, pertanto, è solo all’inizio del suo iter, con gli investigatori chiamati a ricostruire minuziosamente ogni passaggio di quella serata.




