L"ombra degli Epstein files si allunga sulla Casa Bianca: l"accusa di insabbiamento del deputato Garcia e il caso dei tre rapporti spariti su Trump
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Redazione Esteri
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Il deputato democratico Robert Garcia, figura di spicco all"interno della commissione della Camera che sta interrogando Bill e Hillary Clinton sul loro legame con Jeffrey Epstein, ha lanciato un"accusa pesantissima contro l"amministrazione Trump, parlando di un vero e proprio insabbiamento di Stato. Secondo Garcia, che ha avuto modo di visionare i registri probatori non secretati presso il dipartimento di Giustizia, sarebbero state deliberatamente occultate delle prove cruciali, nello specifico i verbali di alcuni interrogatori dell"FBI condotti su una donna che ha accusato l"attuale presidente di abusi sessuali quando lei era minorenne -1-3. Una rivelazione, questa, che getta un"ombra inquietante sulla maxi-pubblicazione di circa tre milioni di pagine voluta dalla stessa amministrazione in ossequio a una legge bipartisan, e che doveva rappresentare l"atto di trasparenza definitivo sull"universo criminale del finanziere morto in circostanze mai del tutto chiarite nel 2019 -2-4.
Il cuore della controversia, come ricostruito da diverse testate giornalistiche tra cui NPR e il New York Times, risiede nella scomparsa di almeno tre rapporti, per un totale di oltre cinquanta pagine, che l"FBI avrebbe redatto a seguito di colloqui avvenuti nell"estate e nell"autunno del 2019 con una donna, la quale sosteneva di essere stata presentata a Trump proprio da Epstein quando lei aveva tra i tredici e i quindici anni, per poi subire violenze -3-9. Nei fascicoli resi accessibili al pubblico, di quell"articolata ricostruzione emerge soltanto il primo sommario, quello incentrato prevalentemente sulle accuse nei confronti di Epstein, mentre i successivi dettagli, quelli che chiamavano direttamente in causa l"allora tycoon, sarebbero stati inspiegabilmente esclusi dal pacchetto finale -3. Garcia non ha usato mezzi termini, definendo questa omissione una violazione di legge e il più serio dei crimini in questo tentativo di copertura da parte della Casa Bianca, sottolineando come i documenti debbano essere immediatamente condivisi con il Congresso e con il popolo americano -1-3.
Di fronte a queste rivelazioni, la linea del dipartimento di Giustizia, guidato da Pam Bondi, è stata netta nel negare qualsiasi addebito, ma non del tutto impermeabile ai dubbi sollevati dalla stampa e dall"opposizione. In una serie di dichiarazioni, i funzionari hanno ribadito che nulla è stato cancellato e che tutti i materiali rientranti nei parametri di legge sono stati prodotti, spiegando che eventuali documenti temporaneamente rimossi lo sono stati solo per operare le dovute oscurazioni a tutela delle vittime o per eliminare informazioni personali identificative, per poi essere prontamente ripubblicati -1-3. Ciononostante, la portata dell"accusa mossa da Garcia, che parla di verbali illegalmente trattenuti nonostante siano coperti da un mandato di comparizione della commissione e dalla stessa legge sulla trasparenza, ha costretto il dipartimento a una posizione più sfumata, con l"annuncio di una revisione interna per verificare se alcuni file siano stati etichettati in modo improprio durante il processo di esame e se quindi debbano essere resi pubblici -1-10.
La deposizione di Hillary Clinton e il rinvio al marito
Mentre l"attenzione dei media era in parte catalizzata da queste nuove rivelazioni, a Chappaqua, nello Stato di New York, si consumava un altro atto di questo dramma politico-giudiziario. Hillary Clinton, dopo oltre sei ore di interrogatorio a porte chiuse dinanzi alla commissione guidata dal repubblicano James Comer, ha affrontato i giornalista con un"espressione tesa ma composta, ribadendo di non aver mai avuto conoscenza dei crimini di Epstein e di non ricordare di averlo mai incontrato, conoscendo invece la sua complice Ghislaine Maxwell solo come una semplice conoscenza -2-6. Nel suo statement iniziale, reso pubblico prima di presentarsi alla deposizione, l"ex segretaria di Stato aveva già bollato l"intera procedura come una "teatralità politica partigiana", un tentativo dei repubblicani di distogliere l"attenzione dai reali problemi legati ai rapporti tra l"attuale presidente e il finanziere pedofilo -2. Un passaggio, questo, che ha trovato riscontro nelle parole degli stessi deputati repubblicani al termine dell"audizione, i quali hanno riferito che Clinton ha risposto a molte domande ma ha anche rinviato più volte al marito, l"ex presidente Bill Clinton, suggerendo che solo lui avrebbe potuto fornire delucidazioni su certi aspetti della loro relazione con Epstein e sulle attività della Clinton Global Initiative -6.
La posizione di Massie e la richiesta bipartisan di trasparenza
Parallelamente allo scontro frontale tra democratici e amministrazione Trump, si inserisce nel dibattito la voce del deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie, da tempo diventato una spina nel fianco del presidente nonostante la comune appartenenza politica. Massie, che assieme al democratico Ro Khanna è stato l"artefice della legge che ha obbligato il dipartimento di Giustizia a pubblicare i file su Epstein, non ha mai nascosto il suo scetticismo sulla completezza dell"operazione, arrivando a definire quella di Trump "l"amministrazione Epstein" e accusandolo di essere ancora troppo legato a quel giro di persone -4. Il suo scetticismo è stato peraltro rinfocolato da una recente lettera del dipartimento di Giustizia che, nell"elencare i nomi di personaggi pubblici citati nei file, includeva proprio quelli di Massie e Khanna, una mossa che il californiano ha bollato come un tentativo di "offuscare le acque", infilando nello stesso calderone nomi di potenziali predatori sessuali accanto a persone come Janis Joplin, deceduta quando Epstein aveva appena diciassette anni, al solo scopo di confondere l"opinione pubblica e proteggere i veri colpevoli -4.
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