Verona-Napoli, le scelte di Conte e la disperata corsa del fanalino di coda
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Redazione Sport
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Al Bentegodi, dove il fischio d'inizio è atteso per le diciotto, il Napoli di Antonio Conte si presenta con l'obbligo di riscattare la sconfitta subita contro l'Atalanta, un passo falso che ha complicato la rincorsa alla zona Champions League. La squadra azzurra, alla ricerca di quella continuità che manca soprattutto lontano dal Maradona, affronta un Hellas Verona ferito e ultimo in classifica, una condizione che rende ogni pallone conteso una questione di vita o di morte per i padroni di casa guidati da Sammarco. La partita, visibile in esclusiva su Dazn e quindi accessibile attraverso l'app su smart TV, console di gioco come PlayStation e Xbox, o dispositivi come Amazon Fire Stick e Timvision Box, rappresenta un crocevia fondamentale per entrambe le formazioni, sebbene con prospettive diametralmente opposte.
Le mosse di Conte tra conferme e assenze pesanti
Per la delicata trasferta scaligera, Antonio Conte sembra intenzionato a riproporre l'ossatura della squadra scesa in campo a Bergamo, affidandosi al collaudato 3-4-2-1 che nelle intenzioni del tecnico deve garantire maggiore solidità e vivacità offensiva. Tra i pali, la scelta dovrebbe cadere su Meret a protezione di una linea difensiva composta da Beukema, Juan Jesus e Buongiorno, un terzetto chiamato a gestire le ripartenze veloci di Bowie e Sarr. A centrocampo, sulle corsie laterali agiranno Spinazzola e Politano, mentre il motore della manovra sarà affidato alla coppia composta da Elmas e Lobotka, con quest'ultimo incaricato di dettare i tempi. Sulla trequarti, la novità più rilevante riguarda la presenza di Vergara e Alisson Santos, i due giocatori più avanzati chiamati a supportare l'unica punta Hojlund, la cui capacità di attaccare la profondità sarà cruciale contro la difesa alta dei veneti. Assente, ancora una volta, Zambo Anguissa, la cui assenza si fa sentire in fase di interdizione.
L'emergenza in casa Verona e la fiducia in Sarr
Dall'altra parte, Paolo Sammarco deve fare i conti con una classifica che non lascia scampo e con un'emergenza infortuni che limita ulteriormente le opzioni a disposizione. Il Verona, che all'andata aveva sorpreso gli azzurri con un pareggio per due a due, si affida al modulo 3-5-2 con Montipò tra i pali e un pacchetto arretrato che vede Bella-Kotchap, Nelsson ed Edmundsson pronti a contenere le incursioni avversarie. In mediana, la linea a cinque sarà composta da Bradaric, Harroui, Gagliardini e Akpa Akpro sugli esterni, con Frese a completare il reparto. In attacco, la coppia formata da Bowie e Sarr avrà il compito non semplice di pungere la retroguardia partenopea, sperando di sfruttare ogni episodio favorevole per riaccendere una fiammella di speranza in ottica salvezza. Una sfida nella sfida, quella tra i due attacchi, che si preannuncia combattuta e nervosa.
La caccia ai punti salvezza nel posticipo serale
A chiudere il quadro della ventisettesima giornata, l'attenzione si sposta poi allo stadio Tardini per il match delle ventiquarantacinque tra Parma e Cagliari. I padroni di casa, reduci da un filotto di tre vittorie consecutive culminato con il sorprendente successo a San Siro contro il Milan, cercano ulteriore conferma per blindare una posizione di classifica che inizio a diventare più che tranquilla, con trentadue punti all'attivo. I sardi, fermi a ventinove e alla ricerca di punti pesanti per allontanarsi dalle sabbie mobili, affrontano la trasferta con la necessità di invertire una tendenza che li ha visti raccogliere appena un punto nelle ultime due uscite. Le scelte di formazione di Carlos Cuesta e Fabio Pisacane, tra ballottaggi a centrocampo e conferme in attacco, determineranno l'approccio di una gara che, se da un lato profuma di lotta per non retrocedere, dall'altro potrebbe rappresentare il trampolino di lancio verso una salvezza più serena per chi saprà interpretare meglio la posta in palio.




