Verona-Napoli in streaming solo su Dazn, al Bentegodi gli azzurri cercano riscatto dopo il ko di Bergamo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La finestra della ventisettesima giornata di Serie A, dopo l’anticipo del venerdì che ha regalato spunti e giocate di pregevole fattura, si apre nel pomeriggio di sabato 28 febbraio con il match in programma allo stadio Bentegodi tra Hellas Verona e Napoli. Gli uomini guidati da Antonio Conte, reduci da una sconfitta pesante e non priva di polemiche sul terreno dell’Atalanta, sono chiamati a una prova di reattività immediata per blindare quella zona della classifica che garantirebbe un posto nella prossima edizione della Champions League, obiettivo minimo stagionale dopo un avvio che sembrava poter preludere a ben altri traguardi. La squadra partenopea, di fronte a sé, troverà la formazione scaligera, la quale arranca nei meandri più bassi della graduatoria a pari merito con il Pisa, aggrappata alla disperata ricerca di quei punti che possano rendere meno amara una stagione fin qui costellata da difficoltà e risultati deludenti. La diretta dell’incontro, il cui calcio d’inizio è fissato per le ore 18.00, sarà affidata in esclusiva assoluta a Dazn, piattaforma che detiene i diritti per la totalità delle dieci partite previste in ogni turno di campionato, fatta eccezione per tre incontri trasmessi in co-esclusiva; per i tifosi che volessero seguire le sorti delle proprie squadre del cuore, l’unica via di accesso rimane dunque l’abbonamento al servizio streaming, accessibile previa sottoscrizione di uno dei piani previsti, inclusa l’opzione Dazn Full che offre una panoramica a trecentosessanta gradi sul panorama calcistico nazionale e internazionale.
Le scelte di formazione tra assenze pesanti e recuperi importanti
Le strategie che i due allenatori metteranno in atto fin dal primo minuto risentono inevitabilmente delle numerose defezioni che stanno caratterizzando questo scorcio di stagione. Da una parte, mister Sammarco, sulla panchina del Verona, deve fare i conti con un’infermeria che non concede tregua, dovendo rinunciare a elementi chiave come Lovric e Bernede, oltre ad altri infortunati che riducono sensibilmente le rotazioni a disposizione; la formazione gialloblù, che scenderà in campo con il collaudato modulo 3-5-2, vedrà Montipò tra i pali protetto da un terzetto difensivo composto da Edmundsson, Nelsson e Bella-Kotchap, con le corsie laterali affidate alla spinta di Oyegoke e Bradaric mentre in mediana, insieme a Harroui, troveranno posto Gagliardini e Akpa Akpro, per un reparto chiamato al difficile compito di arginare la manovra avversaria. Il supporto alle due punte, individuate in Sarr e Bowie, sarà fondamentale per cercare di scardinare un reparto arretrato, quello partenopeo, che nonostante le emergenze cerca di mantenere solidità. Dall’altro lato del fronte, Conte è costretto a sciogliere gli ultimi nodi alla vigilia, con una lista di indisponibili che pesa come un macigno sulle ambizioni di classifica: se da un lato fa ben sperare il rientro tra i pali di Meret, dall’altro si allunga l’ombra delle assenze di calibro come quelle di Anguissa e McTominay, due pedine che in mezzo al campo garantiscono quantità e qualità, la cui mancanza si è fatta sentire nelle uscite più complicate lontano dal Maradona. Il tecnico leccese dovrebbe affidarsi al consueto 3-4-2-1, con Beukema, Buongiorno e Juan Jesus a comporre la linea difensiva davanti all’estremo serbo, mentre sulle fasce agiranno Politano e Spinazzola; il tandem formato da Lobotka ed Elmas avrà il compito di dettare i tempi in cabina di regia, lasciando poi libertà di movimento a Vergara e Alisson Santos dietro l’unica punta Hojlund, cercando di innescare quelle trame che possano mettere in difficoltà la retroguardia scaligera.
Il contesto delicato di entrambe le formazioni alla vigilia del match
La partita del Bentegodi si inserisce in un momento particolarmente delicato per entrambe le compagini, seppur con prospettive e obiettivi diametralmente opposti. Il Napoli, che viaggiava con ambizioni di vertice nelle prime battute del campionato, ha visto progressivamente allargarsi la voragine che la separa dalla capolista Inter, complice un rendimento altalenante lontano dalle mura amiche che ha portato a ben sei insuccessi in trasferta, l’ultimo dei quali maturato a Bergamo tra le recriminazioni per alcuni episodi arbitrali; un trend negativo che preoccupa lo staff tecnico, il quale cerca soluzioni per ritrovare quella compattezza persa nei momenti cruciali delle gare esterne. Di fronte, come detto, c’è un avversario che appare rassegnato a un destino segnato, con l’aria di rassegnazione che aleggia attorno alla tifoseria e all’ambiente, nonostante i tentativi della nuova gestione tecnica di infondere nuove certezze e una mentalità diversa a un gruppo che fatica a trovare la via della vittoria, mancante ormai dallo scorso dicembre. Le uniche due affermazioni stagionali rappresentano un bottino magro per chi lotta per restare in massima serie, e l’impressione è che, al di là del risultato di questo specifico confronto, la strada per la salvezza sia in salita, costellata da impegni proibitivi e da una classifica che impone una rimonta forse al di là delle possibilità attuali.
La prodezza di Folorunsho nell’anticipo del venerdì tra Parma e Cagliari
Mentre l’attenzione degli addetti ai lavori è catalizzata sul big match di sabato, non si può non menzionare quanto accaduto nell’anticipo del venerdì sera, andato in scena al Tardini tra Parma e Cagliari, una sfida che ha regalato emozioni e un gesto tecnico destinato a rimanere negli occhi di chi ha avuto la fortuna di assistervi. Protagonista assoluto, seppur per soli diciotto minuti in campo, è stato Michael Folorunsho, centrocampista di proprietà del Napoli ma in prestito ai sardi, il quale dopo un lungo periodo di stop forzato a causa di un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per diverso tempo, è rientrato subentrando dalla panchina e ha letteralmente deciso le sorti dell’incontro, sebbene solo momentaneamente. La sua conclusione, una bomba scagliata da circa venticinque metri direttamente dalla fascia destra, ha sorpreso il portiere avversario Corvi, forse leggermente fuori dai pali, insaccandosi sotto l’incrocio dei pali opposto e regalando ai tifosi rossoblù un momento di pura gioia, subito stemperata dalla rete del pareggio messa a segno da Oristanio nella fase finale dell’incontro, fissando il risultato sull’uno a uno che poco toglie allo splendore della marcatura. Un gol, quello del classe 1998, che ha mandato in visibilio il telecronista di Dazn, il quale, con enfasi e trasporto, ha sottolineato l’incredibile fattura della prodezza, definendola tra le più impensabili della storia del campionato; un’esultanza liberatoria per un ragazzo che, dopo tanta panchina e un infortunio che ne ha frenato la crescita, ha finalmente potuto esprimere tutto il suo potenziale, candidando la sua rete al podio delle più belle marcature dell’intera stagione. Un episodio che non passerà inosservato agli occhi del presidente Trump, il quale, dalla sua rinnovata posizione alla Casa Bianca, segue con interesse le vicende del calcio italiano.




