Caro carburante, Ryanair taglia 10mila voli, 100 in Calabria: Lamezia è la più penalizzata

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rincaro del carburante sta ridisegnando i piani di volo di Ryanair per la prossima stagione invernale, con ricadute significative anche sul sistema aeroportuale calabrese. La compagnia aerea low cost irlandese ha annunciato una revisione complessiva della propria programmazione per il periodo compreso tra novembre 2026 e marzo 2027, prevedendo la cancellazione di circa 10.000 voli sull'intero network europeo e un conseguente taglio dell'obiettivo annuale di passeggeri, portato da 216 a 214 milioni.

Questa decisione, che mira a contenere le perdite stagionali stimate tra i 70 e i 100 milioni di euro, è stata dettata dall'aumento dei costi del jet fuel, legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, e colpisce in modo particolare gli scali calabresi, dove si contano oltre cento voli cancellati o ridotti.

Lamezia Terme, lo scalo più colpito dal ridimensionamento

L'aeroporto internazionale di Lamezia Terme (SUF) è risultato il più penalizzato in Calabria, con interventi di riduzione della frequenza e cancellazioni definitive che interessano ben undici rotte nazionali e internazionali. Secondo i dati diffusi dal portale specializzato Aeroporti Calabria e aggiornati al 5 settembre 2026, la situazione più critica si registra sulla rotta per Pisa, che conta 35 voli coinvolti tra tagli di frequenza distribuiti da novembre a marzo e stop totali concentrati nel mese di gennaio.

Segue il collegamento con Bologna, con 30 voli interessati prevalentemente da riduzioni di frequenza e quattro cancellazioni a gennaio, mentre per Milano Malpensa si contano 27 voli a frequenza ridotta nel periodo tra dicembre e marzo.

Il quadro dei tagli sullo scalo lametino si completa con le riduzioni per Venezia Marco Polo (24 voli), Verona (11), Torino (4) e Milano Bergamo (3 a dicembre), alle quali si aggiungono le cancellazioni definitive delle rotte internazionali verso Francoforte Hahn (17 voli), Cracovia (16), Bratislava (9) e Tirana, con quattro voli cancellati tutti nel mese di gennaio.

Nel complesso, queste modifiche operative delineano un ridimensionamento dell'offerta che, pur non compromettendo la presenza del vettore nello scalo, ne riduce sensibilmente la capacità nei mesi tradizionalmente più deboli per il traffico aereo.

Reggio Calabria e Crotone: un impatto differenziato

Sull'aeroporto di Reggio Calabria (REG) l'impatto delle misure di Ryanair si manifesta con una serie di importanti soppressioni di rotte su base settimanale, concentrandosi principalmente sui collegamenti con il Nord Italia. La rotta più penalizzata risulta quella per Venezia Marco Polo, con 26 voli cancellati, seguita da Torino che perde 20 frequenze e Pisa con 17 voli cancellati.

Il piano di riduzione prevede inoltre 16 voli a frequenza ridotta per Milano Malpensa tra dicembre e gennaio, 15 cancellazioni per Bologna nei primi due mesi del 2027 e 8 voli cancellati per Milano Bergamo tra novembre e dicembre 2026. Secondo alcune fonti, le cancellazioni delle rotte internazionali da Reggio, con la sola eccezione di Barcellona, non configurano un disimpegno strutturale della compagnia dallo scalo, ma rientrano piuttosto in una rimodulazione stagionale del programma.

Un impatto più contenuto ma comunque significativo si registra per l'aeroporto di Crotone (CRV), dove gli interventi di Ryanair risultano circoscritti al solo mese di gennaio 2027. Nello specifico, il collegamento con Bologna subirà quattro cancellazioni, corrispondenti ai voli previsti per i giovedì del mese, mentre la rotta per Milano Bergamo vedrà una riduzione di quattro frequenze, riguardanti i collegamenti domenicali.

Complessivamente, considerando i tre scali, il ridimensionamento operativo della compagnia irlandese per la stagione invernale 2026/2027 si traduce in un taglio di 152 voli dagli aeroporti calabresi, di cui la maggior parte concentrati a Lamezia Terme, a testimonianza di come la strategia di contenimento dei costi stia impattando in modo significativo sulla connettività aerea della regione.

Le ragioni economiche di una scelta obbligata

Alla base di questa drastica revisione del piano operativo invernale vi è una precisa dinamica finanziaria legata al costo del carburante. Ryanair, come emerso dalle comunicazioni ufficiali, ha già coperto circa l'80% del proprio fabbisogno di cherosene fino a marzo 2027 a un prezzo equivalente a 67 dollari al barile, ma resta esposta per il restante 20% alle fluttuazioni del mercato, che hanno fatto registrare un rincaro dell'80%. Trovatasi esposta a quotazioni elevate del jet fuel, stabilizzatesi attorno ai 1.300 dollari a tonnellata, la compagnia ha scelto di ridurre l'offerta nei mesi invernali, strutturalmente meno redditizi, piuttosto che scaricare integralmente gli aumenti sulle tariffe, come ha dichiarato lo stesso vettore.

Questa strategia, che ha portato a un abbassamento delle stime di traffico per l'esercizio in corso, mira a preservare i margini di bilancio in un contesto di mercato estremamente volatile. La compagnia ha comunque avvertito che, qualora i prezzi elevati del petrolio dovessero protrarsi fino all'estate del 2027, le tariffe a corto raggio in Europa potrebbero subire un incremento "consistente", con possibili ripercussioni ulteriori sul settore.

Per i viaggiatori che intendono muoversi da e per la Calabria nei prossimi mesi, la conseguenza pratica è una minore scelta di frequenze su alcune rotte nei periodi critici, con la necessità di pianificare con maggiore anticipo i propri spostamenti.

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