Nuova forte scossa di terremoto al largo delle Filippine, magnitudo 6.5
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Redazione Esteri
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Una forte scossa di terremoto ha interessato il mare al largo della costa meridionale delle Filippine nella serata di venerdì 26 giugno, con epicentro localizzato nei pressi dell'isola di Mindanao. Il sisma, che secondo le rilevazioni dello United States Geological Survey (USGS) ha raggiunto una magnitudo di 6.5, è stato registrato alle 19:42 ora locale (le 13:42 in Italia) a una profondità di 52,4 chilometri sotto il fondale oceanico, a circa 35 chilometri a sud-ovest della città di Jose Abad Santos.
Le autorità locali, al momento, non hanno segnalato né vittime né danni significativi alle infrastrutture, e non è stata diramata alcuna allerta tsunami, circostanza che ha contribuito a contenere il potenziale panico tra la popolazione delle zone costiere.
Il sisma e le rilevazioni sismologiche
L'evento sismico, inizialmente stimato dall'USGS con una magnitudo di 6.7, è stato successivamente rivisto al ribasso attestandosi a 6.5, un valore che lo colloca comunque tra le scosse di forte intensità. L'ipocentro, situato a una profondità di oltre 50 chilometri, e la posizione dell'epicentro in mare aperto hanno verosimilmente contribuito a smorzare l'energia rilasciata dal terremoto, limitando le conseguenze dirette sulla terraferma.
Nonostante la potenza del sisma, la distanza dai principali centri urbani ha giocato un ruolo cruciale nello scongiurare il rischio di gravi danni strutturali, anche se le verifiche da parte della protezione civile e dei servizi di emergenza sono ancora in corso per escludere eventuali criticità nelle aree più prossime all'epicentro.
Il contesto sismico delle Filippine
L'arcipelago delle Filippine, situato lungo il cosiddetto "Anello di Fuoco del Pacifico", è caratterizzato da una forte attività sismica e vulcanica dovuta alla convergenza di diverse placche tettoniche. Quest'area, che si estende per circa 40.000 chilometri, è nota per ospitare la maggior parte dei terremoti del mondo e per la presenza di numerosi vulcani attivi. La regione di Mindanao, in particolare, si trova in prossimità dell'intersezione di grandi placche, come quella del Mar delle Filippine, che generano frequenti fenomeni tellurici.
La fossa di Cotabato, situata a poca distanza dalla costa meridionale di Mindanao, rappresenta una delle aree con la più alta concentrazione di attività sismica, rendendo l'intera regione particolarmente esposta a questi eventi naturali.
Il precedente terremoto dell'8 giugno
Quest'ultima scossa arriva a meno di tre settimane di distanza dal devastante terremoto di magnitudo 7.8 che aveva colpito la stessa area l'8 giugno, causando una vera e propria catastrofe con un bilancio drammatico di almeno 81 vittime accertate e oltre 1.300 feriti. Quel sisma, molto più violento e con un ipocentro meno profondo, aveva innescato un'allerta tsunami in tutta la regione, provocato il crollo di numerosi edifici, innescato frane e costretto migliaia di persone a evacuare le proprie abitazioni.
La scossa del 26 giugno, sebbene significativa, non è pertanto paragonabile per intensità ed effetti a quella del mese precedente, e per il momento non si segnalano repliche della stessa magnitudo, né situazioni di emergenza simili a quelle già affrontate.




