Trump ad Ankara attacca l'Italia e la Nato: "Deluso, non ci hanno aiutato sull'Iran"
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, arrivato ad Ankara per il vertice Nato, ha scelto la vigilia del summit per indirizzare critiche pesanti all'Italia e ad altri alleati europei. La delusione, espressa in termini che solo in apparenza sembravano più misurati del solito, riguarda la mancata partecipazione alle operazioni nello Stretto di Hormuz e, più in generale, il sostegno fornito nella guerra contro l'Iran. "Non ci hanno aiutato", ha dichiarato Trump, rivolgendosi esplicitamente a Roma, Parigi, Londra e Berlino, sottolineando che queste nazioni "ci hanno voltato le spalle".
Le parole del presidente americano su Meloni e i rapporti bilaterali
Rispondendo a una domanda specifica sui rapporti con la premier Giorgia Meloni, il presidente americano ha offerto una valutazione personale, definendola "una brava persona", per poi aggiungere, con un cambio di registro significativo, che le relazioni tra i due paesi sono peggiorate proprio a causa del rifiuto italiano di farsi coinvolgere nelle operazioni militari nello Stretto di Hormuz.
Un punto, quest'ultimo, che rappresenta il nodo centrale del contendere tra Washington e i suoi alleati europei, con Trump che ha sottolineato come la risposta negativa sia arrivata "prima ancora che potessi chiederlo".
La delusione per la Nato e la strategia statunitense
Trump ha definito la sua posizione nei confronti dell'alleanza atlantica con il termine "molto deluso", ribadendo un concetto che ha caratterizzato gran parte della sua presidenza: il senso di uno scarso riconoscimento per gli sforzi compiuti dagli Stati Uniti. "Non siamo stati trattati bene", ha affermato, rivendicando al contempo l'autosufficienza americana. "Non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno. Non lo volevo nemmeno", ha concluso, in un passaggio che chiarisce come la mancata partecipazione europea venga letta più come un affronto che come un'assenza operativamente determinante.
Il contesto del vertice e gli altri fronti aperti
Nonostante le stoccate, la partecipazione di Trump al vertice di Ankara è stata giustificata dalla presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, definito dal leader statunitense un "grande amico". In questa cornice, il presidente americano si è mostrato ottimista riguardo ai conflitti in corso, dichiarando di aspettarsi "una svolta a breve" per l'Ucraina, a seguito delle recenti telefonate con Putin e Zelensky.
Intanto, il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, è già giunto nella capitale turca per prendere parte ai lavori del summit e per una serie di incontri istituzionali, in un clima che si preannuncia complesso per la coesione dell'alleanza.




