Dormire 80 minuti in meno a notte fa aumentare di peso: lo studio sul legame tra poco sonno e obesità

Dormire 80 minuti in meno a notte fa aumentare di peso: lo studio sul legame tra poco sonno e obesità
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   Dormire meno può avere un effetto diretto sul peso corporeo. Anche una riduzione moderata del riposo notturno, senza arrivare a vere e proprie privazioni estreme, può favorire l'aumento di peso e rendere le persone meno attive durante la giornata. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons, i cui risultati sono stati pubblicati sugli Annals of Internal Medicine: perdere circa 80 minuti di sonno ogni notte può portare a guadagnare circa mezzo chilo in sei settimane.

Meno sonno, più peso: fino a mezzo chilo in sei settimane

Dormire poco non significa soltanto sentirsi più stanchi il giorno dopo. Anche una riduzione moderata ma costante delle ore di riposo può alterare il metabolismo e favorire un progressivo aumento di peso. La ricerca ha coinvolto 95 adulti che, di norma, dormivano tra le sette e le otto ore a notte: a questi è stato chiesto di posticipare l'orario in cui andavano a letto di circa novanta minuti per un periodo di sei settimane, riducendo mediamente il sonno di 78,4 minuti a notte.

Al termine della fase di restrizione, i partecipanti avevano accumulato in media un incremento di peso pari a 0,45 chilogrammi, con un aumento della circonferenza vita di 0,52 centimetri.

Più tempo sedentari: l'effetto collaterale del riposo ridotto

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio riguarda le abitudini di movimento. Durante il periodo di sonno ridotto, i volontari hanno trascorso in media diciassette minuti in più al giorno in condizioni di sedentarietà, un dato che sale a trenta minuti per gli uomini e le donne in postmenopausa. Questo comportamento è stato osservato nonostante il maggior numero di ore di veglia, suggerendo che la riduzione del sonno non si traduce in un'attività maggiore, ma piuttosto in una tendenza a rimanere più a lungo inattivi.

Un legame da inquadrare nel contesto clinico

I ricercatori sottolineano che l'incremento ponderale, sebbene apparentemente modesto, andrebbe valutato su scala temporale più ampia. "Se estrapolato a un anno intero, perdere meno di un'ora e mezza di sonno per notte potrebbe portare a un aumento di peso clinicamente significativo", ha spiegato il primo autore Faris Zuraikat. Lo studio si distingue per aver esaminato una condizione di carenza di sonno lieve e cronica, più rappresentativa della realtà rispetto ai precedenti esperimenti che prevedevano restrizioni severe e brevi.

Marie-Pierre St-Onge, a capo della ricerca, ha evidenziato come l'attenzione alla durata del sonno dovrebbe essere integrata nei programmi di gestione del peso e prevenzione delle malattie cardiometaboliche.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.